Il Tirreno

Grosseto

Revocati i domiciliari a Pistolesi e Perin

di Pierluigi Spsato
Revocati i domiciliari a Pistolesi e Perin

Il tribunale della libertà accoglie l’istanza dei legali. L’avvocato Santi Laurini: «Non c’era motivo per la misura cautelare»

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SORANO. Annullata dal Tribunale della libertà l'ordinanza del 26 marzo scorso con la quale gli architetti Andrea Pistolesi e Luca Perin erano stati messi agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura sulla presunta turbativa d'asta con falso legata all'assegnazione dell'incarico per la redazione del regolamento urbanistico di Sorano.

I giudici fiorentini (estensore il presidente Livio Genovese) ritengono “senz'altro meritevoli di accoglimento” le impugnazioni dei difensori Roberto Santi Laurini e Andrea De Cesaris e cancellano anche la misura residua, quella del divieto di dimora. I due indagati sono pienamente liberi.

«Apprendiamo questa notizia con grande soddisfazione. Il Tribunale conferma l'eccessività della misura disposta - commenta De Cesaris - La motivazione addotta della reiterazione del reato non poteva certamente riguardare Perin e Pistolesi».

Aggiunge Santi Laurini: «I giudici del riesame ritengono insussistenti i motivi di imposizione di quella misura: non c'era motivo di metterli ai domiciliari. Il quadro indiziario non era così grave».

Ma cosa dice il Tribunale della libertà nell'ordinanza depositata ieri mattina? Innanzi tutto prende in esame l'ordinanza dello stesso gip Montesarchio che l'11 aprile - dopo gli interrogatori di garanzia - aveva sostituito i domiciliari con il divieto di dimora, ritenendo sufficiente quest'ultima misura per evitare i contatti tra gli indagati e la possibilità di reiterare il reato (le esigenze cautelari si erano “notevolmente attenuate”). Poi però il Tribunale rileva, sulla scia delle osservazioni difensive, «il carattere isolato e, per quanto può prospettarsi, episodico delle contestazioni elevate e il loro collegarsi ai rapporti con la Boncori (l'architetto responsabile dell'ufficio comunale, anche lei indagata, ndr), attualmente non in grado, per la vigenza anche a suo carico del divieto di dimora a Sorano, di porre in essere ulteriori analoghe condotte illecite».

I giudici rilevano inoltre «la sicura efficacia deterrente che può desumersi in relazione alla personalità degli indagati e alla loro incensuratezza». Tutti questi gli aspetti «inducono a valutare in termini solo astratti il pericolo paventato di reiterazione dei reati».

Dunque, fanno osservare i legali, non c'era alcun motivo di mettere ai domiciliari Perin e Pistolesi.

I quali, come ricordato da Perin in una conferenza stampa, avevano pienamente titolo ad occuparsi del regolamento urbanistico di Sorano in forza del terzo punto della determina comunale 104.

L'inchiesta continua ma con i due professionisti privi di ogni tipo di limitazione della libertà come anche con i funzionari Cannucciari e Canistri (componenti della commissione di aggiudicazione) ai quali non sarà applicata la sospensione dal servizio.

E con il sindaco Pierandrea Vanni che ha ritirato le dimissioni dopo la decisione del Tribunale del riesame che ha revocato anche a lui il divieto di dimora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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