Il dolore
Poggio Pinzuto ricorda il Maestro
La squadra di Roccalbegna canterà nella memoria di Raffaello Raffaelli
ROCCALBEGNA. Torna la magica notte del 30 aprile e per esorcizzare la crisi l’Amiata si inonda di canti e secondo un’usanza antichissima la comunità celebra la sua rigenerazione materiale e spirituale col “cantar maggio”, un inno alla primavera, alla dolcezza dell’amore e alla bellezza della natura.
La “maggiolata” , un coro itinerante con questua finale, sarà avviato dal capomaggio, il quale accompagnerà il gruppo di podere in podere, e per le vie dei borghi, dove i cantori riceveranno nel paniere offerte di denaro, vino e uova, che successivamente saranno usati per un pasto collettivo. Una tradizione nel passato assai diffusa, se si pensa che su 39 paesi della montagna 22 dedicavano alla primavera una maggiolata canora. Oggi resiste in pochissime realtà, quelle più emarginate e custodi delle proprie tradizioni. Fra queste c’è la squadra dei maggiaioli di Poggio Pinzuto (Roccalbegna), che nonostante la perdita della sua “memoria storica”, Raffaello Raffaelli, non rinuncia alla “sortita” e dedica questo cantarmaggio 2013 al suo maestro, il famoso “Errequadro” _ come lui stesso amava soprannominarsi per via della R iniziale del suo nome e cognome _morto da pochi mesi e che per decenni fu l’animatore e il compositore di questa suggestiva tradizione rocchigiana.
Un amico, Giovanni Zanaboni, che sarà quest’anno capomaggio, ha composto per il maestro scomparso («maestro, amico e vate insuperato»), una strofa sulla musica di “Voga e va” e «forse _ accenna _ se il sindaco di Roccalbegna darà il permesso, la squadra andrà anche al cimitero a sussurrare sulla tomba di Raffaelli quella canzone».
La squadra dei magnifici 20 cantori di Roccalbegna, uomini, donne e bambini, ha deciso di proseguire la consueta tradizione: canti antichi e quelli nuovi di zecca sull’aria di canzoni note: i nuovi canti, appunto, sono stati composti da Giovanni Zanaboni, il quale anticipa anche un’altra scenografica novità: «Ci sarà al seguito della squadra _ spiega _un cavallo che porterà nei corbelli alcuni bambini».
Due le uscite: oggi alle 17,30 i maggiaioli saranno a cantare a Petricci e forse anche a Cellena. Alle 21, uscita a Roccalbegna (dove nel pomeriggio alcuni avranno piantato in piazza l’albero del maggio) dei circa 20 cantori. Un gruppo composito di appassionati che non sono solo di Roccalbegna ma anche di Arcidosso, Santa Caterina e Petricci. Una squadra numerosa, guidata musicalmente dal “Cicalino”, cioè il maestro Luciano Giustarini, di grande effetto e professionalità, anche perché alcuni, come lo stesso Raffaelli amava ricordare, facevano parte dell’antico coro folk della Focarazza.
Molti gli strumenti: fisarmonica, clarinetto, basso, chitarra, tromba, flauto, cembalo e gnacchere. Cappelli di paglia e fazzoletto al collo e grande entusiasmo per un canto che riempirà per tutta la notte la piccola borgata ai piedi di sasso Pinzuto.
Uscita del gruppo anche domani, con un lungo giro che parte nel primo pomeriggio da Stribugliano, si dirige a Cana, Vallerona, Santa Caterina e infine ancora Roccalbegna. Il gruppo riceverà bevute e dolci e in cambio consegnerà una pergamena con un ricordo del maestro Raffaello.
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