Il dolore
«Il lavoro non c’è più sospendiamo il Maglio»
Il Comune di Magliano ha scelto di non consegnare il premio per dare un segnale Tofanelli: «Vista la situazione, pensiamo che sia più indicata una riflessione»
MAGLIANO. Il maglio, il martello degli scalpellini che lavoravano il travertino, campeggia al centro del gonfalone comunale. È un simbolo così importante per la comunità che da anni ogni 1° maggio viene assegnato il “Maglio d’argento” a una personalità (residente in paese o originaria di Magliano) che si è distinta per particolari meriti nel lavoro o nel sociale. Una tradizione che quest’anno Comune e Pro Loco, che insieme scelgono a chi assegnare il riconoscimento, hanno deciso di sospendere come protesta simbolica nei confronti dell’emergenza, nazionale e locale, del lavoro che non c’è.
È il sindaco Giampiero Tofanelli a spiegare questa decisione: «Il 1° maggio non ha più lo stesso significato di un tempo da quando la crisi ha messo in discussione quello che consideravamo un diritto acquisito. Purtroppo non ci sono le condizioni per festeggiare e non vogliamo fare finta di nulla come gli ignavi per cui quest’anno abbiamo deciso che non assegneremo il Maglio d’argento». Domani dunque la cerimonia del 1° maggio ci sarà ugualmente ma mancherà il momento clou della consegna della targa con il simbolo del maglio. «Del problema del lavoro se ne parla continuamente – dice il sindaco – ma non si parla abbastanza secondo me del fatto che l’ultima riforma del lavoro (quella del ministro Elsa Fornero, ndc) ha creato più problemi di quelli che intendeva risolvere. E poi c’è il vincolo del patto di stabilità che impedisce alle amministrazioni pubbliche di pagare imprese che hanno fornito servizi. Sono questi gli argomenti su cui rifletterò pubblicamente con i miei concittadini spiegando il motivo per cui il Maglio d’argento quest’anno salta». Non si tratta, va detto, di una protesta estemporanea o dell’ultima ora ma di un gesto meditato e anche sofferto tanto è vero che Comune e Pro Loco non hanno neanche individuato la persona che quest’anno avrebbe potuto fregiarsi del riconoscimento. «C'era una rosa di nomi su cui eravamo orientati - dichiara Tofanelli - ma non siamo andati avanti con la selezione del premiato.Come Comune non abbiamo le competenze e il potere di incidere su un’emergenza che è nazionale però possiamo sollecitare la riflessione e cercare di dare risalto a questo nostro gesto che, sono convinto, i maglianesi capiranno». La decisione di non assegnare il Maglio d’argento non modifica lo svolgimento della cerimonia del Primo maggio in programma domattina alle 10 di fronte al palazzo comunale. Cittadini e autorità si daranno come sempre appuntamento in piazza e ci sarà la banda “Giuseppe Verdi” a suonare l’inno dei lavoratori e quello di Mameli ma al momento in cui dovrebbe essere consegnata la targa sarà il primo cittadino a spiegare perché il Maglio d’argento non viene assegnato. E Tofanelli ha già annunciato che per chiudere la cerimonia lancerà un messaggio di speranza: «Darò appuntamento alla consegna del Maglio d’argento 2014 perché mi auguro che le cose migliorino nel frattempo e che si possa riprendere questa bella tradizione». Nei quindici anni di storia del premio il Maglio d’argento è andato a personalità impegnate in ogni campo, dal parroco don Isacco alla cardiologa del Misericordia di Grosseto Silvia Severi fino al regista Stefano Chiodini.
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