Il Tirreno

Grosseto

Nuove aliquote per l’Imu invariata la prima casa

di Enrico Pizzi
Nuove aliquote per l’Imu invariata la prima casa

Risolto il problema delle cooperative edilizie, ora si pagherà solo lo 0,4 Raddoppia il costo per gli annessi agricoli, resta a 1,06 per le case sfitte

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GROSSETO. «Costerà non meno di 500mila euro – spiega il vicesindaco Paolo Borghi – l'operazione di abbattimento dello 0,1‰ dell'aliquota Imu per negozi di vicinato, i bar e i ristoranti».

Un’operazione che fa parte del paccheto di “fiscal review” che sarà portato in approvazione del consiglio comunale entro il prossimo 10 di maggio.

È questa una delle proiezioni su cui stanno lavorando gli uffici comunali per cercare di far tornare i conti del gettito Imu, quest'anno che lo Stato ha cambiato le regole e lascerà ai Comuni tutta l'Imu incassata sugli immobili accatastati in categoria A e C (abitazioni e fondi), ma prenderà per sé lo 0,76‰ su tutti gli immobili accatastati in D (attività produttive).

Nel 2012, invece, lo Stato aveva preso lo 0,38‰ su tutti gli immobili che non fossero prima abitazione, esattamente la metà.

Un cambio di prospettive che sta costringendo il Comune a una serie di verifiche, mentre è stata predisposta una bozza di delibera sulle aliquote Imu che la settimana prossima sarà discussa in commissione e che parte – come nel 2012 – con un'aliquota base dello 0,86‰ che si applica a tutti quegli immobili per i quali non sia prevista un'aliquota diversa.

Partendo dall'abitazione principale e le sue pertinenze, la proposta è di mantenere invariata, rispetto allo scorso anno, l'aliquota allo 0,44 per mille.

Anche per le altre abitazioni, che siano regolarmente affittate o in comodato gratuito registrato e utilizzate dal comodatario come abitazione principale, l'aliquota resta invariata allo 0,76‰, così come il Comune non varierà l'aliquota dell'1,06‰ per le seconde case che non risultino regolarmente affittate o siano affittate soltanto per periodi di breve durata nel corso dell’anno oggetto dell’imposta.

Infine, il Comune è corso ai ripari, per quanto riguarda gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, che lo scorso anno pagavano l'aliquota base e che, invece, quest'anno pagheranno lo 0,4‰.

Tutto il gettito derivante dalle abitazioni sarà incamerato dal Comune. Guardando alle attività economiche, già lo scorso anno il Comune aveva abbassato di uno 0,1‰ l'aliquota per gli immobili posseduti e utilizzati direttamente dal proprietario regolarmente iscritto all'albo delle imprese artigiane.

Quest'anno, anche per andare incontro alla forte crisi che sta toccando il commercio, la stessa aliquota, lo 0,76‰, viene applicata anche a negozi e botteghe, in cui viene svolta attività di commercio su una superficie di vendita non superiore a 300 metri quadrati, e alle attività di somministrazione di alimenti e bevande.

In questo caso, a beneficiarne saranno soprattutto i proprietari dei fondi, dal momento che, rispetto al settore artigiano, il commercio opera prevalentemente in immobili in affitto e l'applicazione dello stesso principio applicato per gli artigiani – spiega l'assessore Borghi – non avrebbe portato alcun beneficio al commercio.

La speranza è che i proprietari, risparmiando sull’Imu, concedano canoni più vantaggiosi agli affittuari. O offrano fondi sfitti a cifre più abbordabili.

Nel caso del gettito derivante dalle attività economiche, il Comune incasserà solo quello relativo ai fondi commerciali, accatastati in C1, mentre per i fondi artigianali, accatastati in D, il gettito andrà tutto allo Stato.

Il Comune incasserà solo la differenza tra lo 0,76‰ e l'aliquota base che sarà applicata a tutti gli altri immobili accatastati in D, come le attività ricettive, oltre alla differenza tra lo 0,76‰ e l'1,06‰ che è l'aliquota che viene applicata agli immobili utilizzati da banche e assicurazioni.

Sale invece dallo 0,1 allo 0,2‰, l'aliquota Imu per i fabbricati rurali ad uso strumentale, che sarà totalmente incamerata dallo Stato, mentre resta invariata allo 0,56‰ l'aliquota relativa ai terreni. Per queste ultime due voci la scelta per il Comune è stata obbligata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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