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Donatori stranieri, una risorsa «Per loro è integrazione»

GROSSETO. Le popolazioni immigrate straniere sono un risorsa di valore assoluto anche per il mondo della donazione. Così l’Avis provinciale nel presentare i dati relativi alla indagine riferita alla...

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GROSSETO. Le popolazioni immigrate straniere sono un risorsa di valore assoluto anche per il mondo della donazione. Così l’Avis provinciale nel presentare i dati relativi alla indagine riferita alla presenza di donatori immigrati nelle sedi Avis della Toscana. E la provincia di Grosseto si mostrata quella che ha avuto la crescita maggiore rispetto al 2010 dell’84%, passando da 146 a 269. La sezione più “esterofila” è quella di Grosseto, ove i 129 donatori stranieri la collocano al terzo posto in Toscana, insieme a Pisa, preceduta solo da Prato (254) e Livorno (162). «Tornando all’analisi delle risposte sul territorio – ha spiegato il presidente Carlo Sestini – si nota come l’incremento percentuale maggiore si è registrato a Follonica, dove il numero dei donatori è triplicato da 8 a 33, seguita da Montenero (da 3 a 8) e Massa Marittima (da 7 a 18). Ma in provincia di Grosseto la donazione immigrata straniera è soprattutto in rosa, con 148 donne e 121 uomini».

«Il buon risultato registrato a Grosseto, come in provincia – ha detto Erminio Ercolani, presidente dell’Avis Comunale di Grosseto – conferma la progressiva interazione con la popolazione straniera residente nel tessuto sociale provinciale e comunale. Per le comunità straniere la donazione può essere un fortissimo elemento di integrazione sociale». La consistente crescita di donatori immigrati nella forza associativa ha fatto così lievitare il peso percentuale della loro presenza che in Toscana si allinea al dato grossetano del 3,1% (terzo posto della regione). Ma già si pensa a un progetto che coinvolga la popolazione immigrata al femminile. «A giugno - ha raccontato la presidente della commissione provinciale di parità, Reana De Simone – con Avis organizzeremo un evento che interesserà le commissioni comunali e gli assessorati al sociale: una giornata di sensibilizzazione al dono con convegni e attività trasfusionali». Ma Avis ha fatto molto di più, perché ha portato la salute e una consapevolezza nuova anche direttamente nei paesi d’origine. E’ il caso dell’ospedale pediatrico della dottoressa Perna a Kimbondo, in Congo, dove sono già arrivate sei spedizioni di sangue maremmano. «È stato fondamentale portare il sangue nella struttura congolese – ha spigato la dottoressa Giuliana Bargagli, primario del centro trasfusionale di Grosseto – perché così abbiamo dato il via a un processo che ha portato alla creazione di un centro trasfusionale e di un gruppo di donatori congolesi, tutti dotati di tesserini Avis».

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