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Chiama i carabinieri per parlare con la ex

Chiama i carabinieri per parlare con la ex

GROSSETO. «Ho chiamato i carabinieri, ho avvertito gli assistenti sociali. Ora chiamo anche il telefono azzurro». È un grido disperato quello di un quarantaquattrenne di Grosseto, padre di un bambino...

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GROSSETO. «Ho chiamato i carabinieri, ho avvertito gli assistenti sociali. Ora chiamo anche il telefono azzurro». È un grido disperato quello di un quarantaquattrenne di Grosseto, padre di un bambino di 14 mesi che vive con la sua compagna.

L’uomo ha chiesto due volte l’intervento dei carabinieri a casa della donna per una questione di alimenti. «Ogni volta che vado a darle i soldi - dice - lei nega di averli ricevuti». Ma non è soltanto la questione economica a mettere in crisi l’uomo. «Il problema è che fa stare le altre sue figlie inginocchiate per punirle - aggiunge - e non voglio assolutamente che faccia del male al mio bambino».

Di segnalazioni come queste, alle forze dell’ordine, ne arrivano tante.

Alcune si configurano poi come veri e propri casi di violenza, altri invece sono contese tra coniugi ed ex coniugi per l’affidamento dei figli. Lotte nelle quali, la maggior parte delle volte, ci rimettono proprio i figli.

«Il problema è che quella donna è violenta - spiega - e ha anche picchiato la mia ex moglie. Ma in questi casi, mi domando, chi deve intervenire per mettere a posto le cose? Mi sono rivolto a tutti, ma ancora non ho ottenuto risposte».

Un destino che si ripete, quello dell’uomo.

Un destino che l’anno scorso lo ha portato ad incatenarsi a Ponte Milvio, per poter riabbracciare suo figlio, quello più grande, che la mamma aveva portato via. E che per un mese non gli aveva più fatto vedere.

«Io lo capisco che questa è una vicenda personale - aggiunge l’uomo - ma davvero non so come fare a venirne a capo. Ho deciso di segnalare questa cosa anche al Telefono azzurro, perché non voglio che mio figlio subisca traumi. Ma non è possibile andare avanti in questo modo. Ogni volta che mi avvicino a quella casa, dove vive il mio bambino, c’è bisogno di chiamare i carabinieri perché è impossibile parlare con quella donna».

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