Il dolore
«Si indaghi sui soldi dei clienti»
Il pm invia il fascicolo alla guardia di finanza: chiesta una condanna a 15 anni per Robert Da Ponte
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il 22 maggio, probabilmente, sarà il giorno della sentenza nell’aula bunker del tribunale di Firenze. Sicuramente, sarà il giorno della difesa, delle arringhe finali di tutti gli avvocati degli imputati che, a Firenze, hanno chiesto di patteggiare o di essere giudicati con il rito abbreviato. Tra questi c’è Robert Moore, l’americano di Los Angeles accusato di aver fatto sparire all’estero 250 milioni di euro. Soldi dei risparmatori, per i quali il pm ha ordinato nuove indagini alla guardia di finanza. Indagini che dovranno chiarire quello che tanti, in città, continuano a chiedersi: da dove provenissero quei soldi che sono stati investiti in fondi esteri, eludendo in questo modo il fisco. Soldi che, stando all’ipotesi della procura, avrebbero potuto avere una provenienza poco chiara.
Ieri mattina, in aula, è arrivata anche la risposta del giudice sulla richiesta di costituzione di parte civile. Chi voleva rivalersi, in qualche modo, sugli imputati che hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento, non sono stati ammessi. Nemmeno per il pagamento delle spese di costituzione.
Pesante la richiesta di condanna per Robert Da Ponte: il pm ha chiesto 15 anni, che diventano 10 per il rito scelto.
Mentre la richiesta di costituzione delle parti civili non è stata accolta nei confronti di chi patteggiato, il giudice ha deciso che Lara Dall’Acqua, la follonichese di 41 anni difesa dall’avvocato Davide Lera e imputata nello stesso processo a Grosseto, possa costituirsi nel procedimento fiorentino nei confronti di Robert Da Ponte. «È un successo per noi questa decisione - spiega l’avvocato Davide Lera - perché comincia a configurarsi l’ipotesi di truffa che noi abbiamo sostenuto fin dall’inizio». La Dall’Acqua infatti, è stata indagata perché accusata di aver raccolto soldi per Da Ponte. Soldi di risparmiatori che poi hanno perso il loro capitale in questa operazione. Ma la tesi della difesa, che ha deciso di non scegliere riti alternativi ma di partecipare al dibattimento al tribunale di Grosseto, è ben diversa: la quarantunenne infatti, ha investito anche soldi suoi, e per questo, il giudice fiorentino ha ritenuto che la sua costituzione in giudizio fosse corretta.
Ora, i soldi dei risparmiatori, oltre trecentocinquanta persone in tutta Italia, verranno passati al setaccio della guardia di finanza che ne dovranno accertare la provenienza. Per il magistrato infatti, oltre ai risparmi di molti, potrebbero essere finiti su quei conti correnti soldi che non erano stati dichiarati al fisco in Italia.
Il giudice ha accolto circa 200 richieste di costituzione parte civile.
Per Robert Da Ponte, difeso dagli avvocati fiorentini Svera Balsimelli e Chiara Demattè è stata chiesta anche la confisca dei beni già sottoposti a sequestro. Tra questi c’è anche la villa a Roccamare, quella lussuosa casa nella pineta che Da Ponte aveva chiesto di poter vendere per restituire parte dei soldi scomparsi nei fondi d’investimento in Svizzera.
@francegori
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