Sicurezza
Concordia: muore sub Il pm dispone l’autopsia
Felix Tejedar era uno degli operai che lavorava alla rimozione della nave Doveva entrare in turno a mezzanotte, lo hanno trovato i colleghi nel box doccia
ISOLA DEL GIGLIO. Questa volta, il naufragio della Concordia, la manovra del comandante Schettino, l’errore umano, non c’entrano nulla con la morte di un sommozzatore che lavorava intorno alla nave. Una morte per cause naturali. Un infarto, probabilmente, o un aneurisma arrivato proprio mentre l’uomo si stava preparando per entrare al lavoro, nel suo turno.
Felix Tejedar è morto nel box doccia della sua camera, nella nave-albergo ancorata davanti alla Costa Concordia per ospitare il personale che lavora alla rimozione del relitto.
Aveva 54 anni ed era filippino, anche se aveva scelto di vivere a Dubai e di fare quel lavoro così difficile e impegnativo che lo portava spesso a trascorrere fuori casa mesi e mesi. Operai specializzati, sommozzatori che sfidano le acque e le profondità. Che vivono in alberghi galleggianti, in mezzo al mare. E che, al Giglio, sono impegnati nel cantiere della rimozione della Concordia.
A trovare il cadavere, la notte tra giovedì e venerdì mattina, sono stati i suoi colleghi. Lo hanno trovato disteso per terra, esanime. I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare le morte dell’uomo e chiedere l’intervento della guardia costiera che con la motovedetta lo ha accompagnato all’obitorio dell’ospedale di Orbetello dove si svolgerà l’autopsia, disposta dal pm Alessandro Leopizzi.
Il filippino, 54 anni, si era immerso l'ultima volta 36 ore prima della sua morte. E, dall’esame esterno della salma, che si è svolto ieri all’obitorio del San Giovanni di Dio, le due cose non sarebbero da mettere in connessione. I sommozzatori impegnati nel cantiere sono 120, di 12 nazionalità e i loro turni sono di 12 ore: immersioni per mezz'ora, poi camera iperbarica per un'altra mezz'ora e infine un’ ora di attività di supporto al resto della squadra.
Felix Tejedar sarebbe dovuto entrare in servizio a mezzanotte. I colleghi lo aspettavano per l'inizio del turno ma, non vedendolo arrivare, sono andati a chiamarlo nella sua cabina. Era lì, disteso per terra, esanime.
Il cantiere per la rimozione della Concordia è aperto da quasi un anno. Due sono stati,fino a oggi, gli incidenti sul lavoro: a ottobre un operaio incaricato dello smaltimento dei rifiuti che si sono depositati sui fondali cadde su un'imbarcazione sbattendo la testa su un gancio e riportando un trauma cranico. Stesso trauma riportato la scorsa settimana da un medico quarantenne che è scivolato da una scaletta sul rimorchiatore della Micoperi.
Francesca Gori
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