Il Tirreno

Grosseto

LA STORIA

«Costretta a pagare 50 euro per farmi portare in ospedale»

ARCIDOSSO. Deve andare a fare un esame all’ospedale di Grosseto. Non può camminare, prende neppure 500 euro di pensione. Ma alla fine deve prendere un’ auto privata e a sue spese accedere ai servizi...

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ARCIDOSSO. Deve andare a fare un esame all’ospedale di Grosseto. Non può camminare, prende neppure 500 euro di pensione. Ma alla fine deve prendere un’ auto privata e a sue spese accedere ai servizi ospedalieri. La signora Lucia Bramerini, di Arcidosso, ci piange a raccontare questa storia, ma è decisa a farlo: «I miei figli - racconta - non hanno assolutamente potuto accompagnarmi. In tempi così, chiedere permessi a lavoro è troppo rischioso. Allora ho telefonato alla Misericordia di Castel del Piano, perché volevo sapere se potevo essere accompagnata con i loro mezzi. Mi rispondono che se la dottoressa Asl avesse fatto un certificato, avrebbero potuto farlo. La dottoressa risponde che io non sono né barellata né in carrozzella e dunque non era possibile. Torno a chiedere alla Misericordia, allora, se fosse possibile accompagnarmi pagando qualcosa. Io non cammino. Devo fare un doppler alle gambe, dico, e ho un ginocchio in attesa di protesi. Mi rispondono, alla fine che possono, sì, portarmi a Grosseto, ma a fronte di 70 euro. Sobbalzo, perché per una pensionata come me, che non raggiunge i 500 euro di pensione, 70 euro sono una tombola».

Aggiunge: «Ho donato il sangue per 20 anni. L’ho fatto con amore, per solidarietà. L’ho fatto anche due volte al mese, perché ho uno 0 negativo, sangue per cui sono corsa all’ospedale anche la notte, in tutte le stagioni. Adesso che ho bisogno io, busso a porte chiuse».

La signora Lucia ha 74 anni. E’ vedova e della sua pensione, dopo la morte del marito, le versano 48 euro. Della pensione del coniuge le arriva un 70%. Deve vivere con quei 500 euro. «E per di più sono invalida, e se non mi opero al ginocchio, non cammino proprio, dice. Alla fine ho dovuto prendere un’auto privata e ho comunque pagato 50 euro, 20 in meno del servizio della Misericordia». (f.b.)

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