Il Tirreno

Grosseto

Argentaropoli, condannato a un anno

di Pierluigi Sposato
Argentaropoli, condannato a un anno

Un privato aveva consegnato del denaro a un funzionario comunale perché la pratica edilizia andasse a buon fine

3 MINUTI DI LETTURA





MONTE ARGENTARIO. Ottocento euro per l’elaborato grafico, seicento-settecento per l’accatastamento. In tutto, 1.400-1.500 euro che il privato avrebbe versato come compenso al funzionario comunale e al geometra prestanome di questi perché il primo si attivasse perché la pratica edilizia andasse a buon fine.

Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, secondo il gup Montesarchio, è il reato per il quale uno degli imputati del processo meglio conosciuto come “Argentaropoli” è stato condannato a 1 anno con lo sconto previsto dal rito abbreviato (il pm Pizza aveva chiesto 16 mesi). Dopo i due patteggiamenti contestuali all’udienza che decise il rinvio a giudizio di 42 imputati (il processo riprenderà fra poco meno di un mese), questa è la terza sentenza. E il condannato è Maurizio Comunale, 42 anni, abitante in Sardegna: era imputato in concorso con il funzionario comunale Nilvo Cerulli (cui avrebbe promesso i 1.500 euro) e con il geometra Ugo Solari che avrebbe messo la sua firma sugli elaborati redatti da Cerulli per lavori interni a un immobile: Comunale non avrebbe così pagato 1.032 euro di sanzione per la sanatoria relativa all’abuso commesso. Cerulli e Solari devono ancora essere giudicati, ma intanto il gup - allo stato delle carte - ritiene evidente la responsabilità di Comunale: da intercettazioni e acquisizioni documentali si ricava che «tra Comunale privato corruttore e Cerulli amministratore corrotto, è all’epoca dei fatti intercorso un vero e proprio accordo corruttivo, con scambio di proposta e accettazione da parte degli indagati, consapevoli delle implicazioni illecite dello stesso». In un’intercettazione dell’11 settembre 2007, Cerulli fa sapere a Comunale «di aver già fatto il disegno, ha preso le misure, ha già fatto lo stato di progetto, lo stato modificato e lo stato sovrapposto, aggiunge che domani o dopodomani scrive la domanda, la relazione tecnica e la presenta “come se tu facessi il lavoro”». Comunale aveva confessato alla polizia giudiziaria: «Il pagamento è avvenuto all’interno di una agenzia immobiliare (la titolare non è imputata, ndr), ho fatto un assegno di 624 euro. E non mi è stata mai contestata alcuna sanzione da pagare». E sempre nelle intercettazioni emerge che i due si erano messi d’accordo perché il bonifico venisse effettuato «sul conto della moglie di Cerulli (estranea, ndr) in modo che non risultasse il suo nome». E Solari aveva fornito la fattura del lavoro per Comunale, eseguito da Cerulli.

Cerulli aveva fatto ammissioni parziali, spiegando che i soldi erano stati necessari solo a pagare il lavoro di Solari, comunque a un terzo tecnico. E avrebbe dato spiegazioni ritenute non convincenti a proposito del ritrovamento dei documenti di Comunale nel suo cassetto e nel pc.

Non concussione, come prospettato dalla difesa, nessuna costrizione, ma corruzione. E il gup ha condannato Comunale a risarcire in separata sede il Comune parte civile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze