Il Tirreno

Grosseto

Quelle “stille” che affascinarono anche Gadda

Il nome di Lodovico Cardi detto il Cìgoli non è popolare al pari di quelli dei coevi Caravaggio o Tintoretto. Ma la sua arte è comunque nel gotha del pur affollato olimpo della pittura italiana. Non...

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Il nome di Lodovico Cardi detto il Cìgoli non è popolare al pari di quelli dei coevi Caravaggio o Tintoretto. Ma la sua arte è comunque nel gotha del pur affollato olimpo della pittura italiana. Non a caso la sua opera ha conquistato l’infallibile gusto di Gianfranco Luzzetti, e non a caso sul Cardi puntò il suo acutissimo sguardo il più straordinario degli scrittori italiani del Novecento: Carlo Emilio Gadda. Nel racconto “L’incendio di via Keplero” Gadda istituisce un curioso paragone tra il denso vino rosso che macchia il viso di un anziano bevitore e “le stille dell’Addolorata in una pittura del Cìgoli”. Un accostamento all’apparenza arduo, e che invece ammirando questa magnifica Pietà si rivela in tutta la sua formidabile precisione. Gadda “reifica” il simbolo del sangue di Cristo che nel rito si trasforma in vino, usando l’esempio iconico tra i più precisi: il Cìgoli e la sua arte, appunto, da oggi patrimonio di tutti i grossetani.

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