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La Provincia alla Wind «L’antenna va rimossa»

La Provincia alla Wind «L’antenna va rimossa»

CASTIGLIONE. C'è un passo avanti nella querelle sull'antenna per la telefonia mobile della società Wind che da oltre dieci anni occupa un'area demaniale nel territorio di Castiglione, sulla sponda...

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CASTIGLIONE. C'è un passo avanti nella querelle sull'antenna per la telefonia mobile della società Wind che da oltre dieci anni occupa un'area demaniale nel territorio di Castiglione, sulla sponda sinistra del Bruna, a due passi dalla Diaccia Botrona. La Provincia di Grosseto, che da tempo è impegnata sul fronte giudiziario per recuperare il credito derivante dai proventi (mai riscossi) del canone concessorio per l'occupazione, circa 90 mila euro, adesso ha notificato alla Wind Telecomunicazioni spa una diffida al ripristino - entro 60 giorni - dell'area interessata dall'installazione provvedendo alla rimozione della stazione radio-base per la telefonia mobile.

Stiamo parlando di una superficie di oltre duemila metri quadrati, a suo tempo assegnata a Francesco Luigi Del Tongo a uso di parcheggio per carrelli per imbarcazioni e deposito di materiali. Qui successivamente è spuntata l'antenna, che occupa circa 30 metri quadrati e alla cui vista tutti a Castiglione si sono ormai abituati.

Polizia provinciale e vigili urbani, dopo aver ricostruito la storia dell'antenna (già Icot spa e Icot Engineering) attraverso documentazione, foto e testimonianze, hanno inviato nei mesi scorsi alla Procura della Repubblica un voluminoso fascicolo. Non solo. Anche la determina con la diffida a Wind è stata trasmessa, per quanto di competenza, alla Procura della Repubblica di Grosseto, al Comune di Castiglione della Pescaia e al signor Del Tongo, considerato responsabile in solido con la società Wind Telecomunicazione. Non è escluso che contro il provvedimento venga presentato un ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma.

Di pari passo prosegue l'iter per ottenere da parte della Provincia il pagamento del canone a partire dal 2002, un pregresso importante a cui vanno aggiunti gli interessi maturati. Nei prossimi mesi gli avvocati Stefania Sorrenti e Chiara Canuti andranno a tutelare in giudizio gli interessi dell'ente e della collettività, provando di nuovo a recuperare il credito.

Gabriele Baldanzi

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