Sicurezza
Ricettazione, denunciati due gioiellieri
Nella cassaforte del negozio trovano decine di monili e duecentomila euro oltre alla collana scippata a una donna
GROSSETO. La sorpresa vera non l’hanno avuta quando la donna che era stata scippata in via Ximenes ha riconosciuto l’uomo che le aveva strappato la collana dal collo. Ma quando sono andati nell’oreficeria alla quale avevano venduto quell’oggetto d’oro. Nella cassaforte del negozio, di monili più o meno pesanti, ne erano contenuti parecchi. Nulla di strano per un negozio dove vengono venduti ori e preziosi: non fosse però che tutti quegli oggetti non erano stati trascritti nel registro. E insieme a tutti quegli oggetti c’erano anche duecentomila euro in contanti, tutti sistemati in mazzette di banconote da cinquanta, cento, duecento e cinquecento euro.
Alla fine, la polizia ha denunciato tre persone: lo scippatore e i due soci della gioielleria.
Tutto è cominciato il 16 aprile in città, in via Ximenes dove una donna di 57 anni, di origini ucraine, si è trovata per terra dopo che un uomo le aveva strappato con forza la collana che indossava, prima di scappare in sella a una bicicletta. La donna però era riuscita a vedere in faccia l’uomo che le aveva strappato la collana. Nonostante fosse lievemente contusa, ha deciso di non andare all’ospedale a farsi medicare ma di sporgere denuncia agli uomini delle volanti, raccontando per filo e per segno cosa fosse successo e spiegando loro che quella collana, lei, l’aveva in qualche modo “registrata”. Aveva le fotografie di quel monile in oro che potevano dimostrare che fosse proprio della donna. Ma era anche sfiduciata: la polizia, secondo lei, avrebbe potuto trovare l’autore dello scippo ma forse non sarebbe stata in grado di restituirle il mal tolto. E invece, quando gli agenti delle volanti si sono presentati dallo scippatore, un quarantottenne tossicodipendente che era già stato preso altre volte e denunciato per lo stesso reato, non ci hanno messo troppo tempo a farsi raccontare a chi aveva venduto quella collana.
Una volta segnato l’indirizzo, gli uomini delle volanti sono andati alla gioielleria, dove, nella cassaforte, hanno ritrovato subito la collana rubata da poco. Ma nel corso della perquisizione dentro il negozio, nella cassaforte, sono stati trovati decine e decine di monili in oro e duecentomila euro in contanti. Soldi che i proprietari non hanno saputo spiegarne la provenienza.
Gli uomini della questura, coordinati dal pubblico ministero Filippo Maffeo hanno denunciato i due soci della gioielleria per ricettazione. Le indagini, ancora in corso, dovranno chiarire la provenienza di tutti quegli oggetti d’oro che erano nella cassaforte oltre a quella di tutti quei soldi in contanti. I proprietari della gioielleria infatti, avrebbero dovuto segnare ogni oggetto acquistato da privati sul registro che invece era stato aggiornato l’anno scorso.
Impossibile, inoltre, che non si fossero insospettiti quando il quarantottenne ha portato loro la collana strappata dal collo della donna. Quella collana, che pesa trenta grammi e che vale oltre seicento euro, aveva infatti la chiusura spezzata.
Gli uomini delle volanti stanno ancora catalogando tutti gli oggetti in oro sequestrati dentro l’oreficeria. Le fotografie di ogni singolo pezzo saranno pubblicate sul sito della polizia di Stato e potranno essere quindi riconosciuti dai legittimi proprietari, nel caso in cui quegli oggetti siano stati rubati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
