Italia
La darsena non si fa e il presidente solleva molti dubbi
FOLLONICA. «Perché tante polemiche? Perché non si vogliono conoscere le risposte degli enti? Quanti soldi pubblici sono stati spesi per istruire le pratiche da parte del Comune su mandato della...
FOLLONICA. «Perché tante polemiche? Perché non si vogliono conoscere le risposte degli enti? Quanti soldi pubblici sono stati spesi per istruire le pratiche da parte del Comune su mandato della giunta?». La cooperativa “La cittadella del Mare”, che ha illustrato nei mesi scorsi il proprio progetto per la costruzione della darsena di Pratoranieri, chiama in causa buona parte della maggioranza chiedendo risposte ai tanti quesiti che sono sorti nel periodo, soprattutto perché la darsena fu inserita già nel 2005 come obiettivo strategico nel piano strutturale. «Il consiglio attuale ha deliberato per verificare la possibilità di realizzare una darsena interna – spiega Gianfranco Di Benedetto, presidente della cooperativa – la giunta ha approvato una delibera che definisce la proposta di darsena come coincidente con gli obiettivi urbanistici; infine è stato richiesto l’assoggettamento o meno alla Vas. Adesso è diventato legittimo interrompere un atto amministrativo perché si ha paura, o peggio non piacciono i risultati? È corretto tenere all’oscuro i cittadini sull’iter dei progetti in corso?» Di Benedetto attacca poi l’assessore Novelli. «Perché Novelli non fornisce gli approfonditi studi svolti da Sel, studi che dovrebbero dimostrare la distruzione dell’area circostante, in modo da interrompere immediatamente un così nefasto progetto? Perché il segretario Pd Trebeschi si accorge solo adesso che nei tre anni precedenti il suo partito ha votato tutti gli strumenti necessari per le verifiche di fattibilità della darsena? È corretto che tre anni di attività amministrativa siano annullati da una assemblea Pd alla quale erano presenti solo 13 iscritti? Dove sono i progetti degli interventi su Petraia e Fosso Cervia? Quali sono, chi le ha acquisite e quanto sono state pagate le aree pubbliche su cui realizzare i parcheggi ed i servizi obbligatori per legge? Chi ha verificato come fare entrare ed uscire 200 carrelli tra la scuola di via Gorizia, il Petraia e l’ingresso al club nautico? Chi ha spiegato ai cittadini che per raddoppiare il fosso Cervia verrà distrutta la pista ciclabile dal boschetto a Torre Mozza, realizzata con soldi pubblici? Possibile che nessuno si preoccupi di come fare ormeggiare una barca a vela di pochi metri a Follonica?». Secondo Di Benedetto gli enti chiamati ad esprimersi sulla nautica follonichese hanno dato il loro parere sostanzialmente a favore della darsena, soluzione che non comporterebbe costi pubblici e rischi idraulici. Ma le risposte ancora non sono ufficiali. «Di questo passo nessuna risposta verrà data alla nautica minore, le regate continueranno ad essere organizzate al Puntone ed una barca a vela non potrà ormeggiare a Follonica. La darsena non è certo la soluzione di tutti i problemi, è solo una delle soluzioni sul tappeto, da verificare con attenzione, da concordare ad un tavolo con i circoli velici, capendo se l’interazione con le attività degli stessi possa essere compatibile e vantaggiosa per tutti. Dispiace che non sia stata colta una possibilità, valutata seriamente ed eventualmente, altrettanto seriamente, accantonata, utilizzando però gli strumenti legittimi e gli studi che la legge prevede, non intuizioni estemporanee di persone che non hanno titoli riconosciuti per esprimersi su argomenti delicati e complessi. Ovviamente, verificheremo tutti gli atti dell’amministrazione. Vogliamo sapere – conclude Di Benedetto - perché ancora non abbiano prodotto le conclusione sull’assoggettabilità a Vas».(m.n.)
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