Il Tirreno

Grosseto

Dimissioni, Vanni ci ripensa e le ritira

Il sindaco di Sorano “cede all’affetto” dei concittadini: «Torno a guidare il Comune. Ma mi astengo dagli atti di governo»

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SORANO. Su pressione dei concittadini il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, ritira le dimissioni e torna a guidare il suo Comune. Indagato in un’inchiesta della Procura di Grosseto che ipotizza falso e turbativa d’asta, il primo cittadino ha motivato il suo rientro in una lettera indirizzata al consiglio comunale di Sorano, al segretario comunale e al vicesindaco.

«Nel pomeriggio di venerdì 19 aprile - scrive Vanni - sono stato informato dell’unanime richiesta del consiglio comunale di ritirare le dimissioni per consentire il proseguimento dell’attività degli organi democraticamente eletti dai cittadini di Sorano. Quest’atto è stato preceduto, la sera di giovedì, dall’affollatissimo incontro al Casone di Pitigliano con tanti cittadini che, oltre ad esprimermi stima e sfiducia, mi hanno chiesto ugualmente di non interrompere traumaticamente il mandato ricevuto quattro anni fa dall’amministrazione comunale, che scade nella primavera del 2014, e di non determinare la fine anticipata dell’amministrazione eletta». Vanni si dice «consapevole delle pesanti responsabilità che gravano su di me, come sono consapevole di essere coinvolto, mio malgrado, in una vicenda giudiziaria che ha portato all’emissione nei miei confronti di un avviso di garanzia e di un provvedimento di divieto di dimora, la cui revoca mi è stata notificata venerdì 19 alle 22,30, Non è questa l’occasione per entrare nel merito di tale vicenda e per ribadire valutazioni che ho già fatto. La prima consapevolezza e le richieste che mi sono state rivolte mi portano alla decisione di ritirare le dimissioni che, com’è noto, secondo la legge sono efficaci e irrevocabili solo trascorsi 20 giorni dalla loro formalizzazione. Pertanto con il presente atto revoco a tutti gli effetti le mie dimissioni, protocollate in data 6 aprile 2013». La decisione, prosegue lui, è presa perché solo così lui ritiene di fare «gli interessi dell’istituzione comune e dei cittadini, di garantire la rappresentatività democratica del consiglio comunale e di consentire la regolare attività della giunta per quanto di sua competenza». Al tempo stesso, in attesa di chiarire i termini della vicenda giudiziaria, «intendo astenermi dal compiere atti di amministrazione e di governo, per i quali mi sostituirà a tutti gli effetti di legge il vicesindaco Carla Benocci, che ha la mia totale stima e fiducia, con la collaborazione della giunta, mi auguro del consiglio e di tutti i dipendenti. Un grazie va a tutti quelli che gli sono vicini». Giorni fa, a Vanni era stata ritirata la misura cautelare dei domiciliari, proprio in quanto il sindaco si era dimesso e dunque il magistrato non ravvedeva il rischio di reiterazione del reato.

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