Il Tirreno

Grosseto

«Sull’autostrada ho fatto una scelta di responsabilità»

di Guido Fiorini

Lettera aperta dell’assessore Bramerini dopo il “non voto” sul tracciato: «Dimettermi non sarebbe servito a nulla»

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GROSSETO. Annarita Bramerini non ci sta. Dopo che la Regione ha scelto il peggior tracciato possibile per l’autostrada, un’altra diga nei territori devastati dall’alluvione, peraltro ignorando allegramente le indicazioni di Provincia e Comune di Orbetello, lei è entrata nell’occhio del ciclone. Perché in quella giunta, pur in dissenso con le scelte del presidente Rossi, ha scelto di non votare. C’è chi le ha rimproverato di esser stata troppo morbida, chi le ha rinfacciato che avrebbe dovuto dimettersi. Adesso spiega che le dimissioni non avrebbero cambiato la scelta. E che restando in giunta può continuare a seguire la vicenda, spingendo per portare i necessari correttivi. La sua, quindi, è stata una scelta di responsabilità. E ne spiega le ragioni con una lettera aperta, che pubblichiamo qui di seguito.

«Da giorni assisto – scrive l’assessore regionale di Arcidosso – alle polemiche suscitate dalla mia decisione di non votare la delibera con cui la giunta regionale ha espresso parere favorevole al cosiddetto tracciato costiero della Tirrenica, per il tratto che interessa il Comune di Orbetello. Me l'aspettavo, sia per l'importanza che l'argomento riveste per il territorio, sia perché in questi tempi si apprezza di più una politica urlata che non ragionata. Sarebbe stato sicuramente più dirompente e apprezzato da alcuni, votare no e subito dopo firmare le mie dimissioni. Ho fatto una scelta diversa. Perché sono convinta che sull'autostrada Tirrenica ci sia ancora un grande lavoro da fare e io intendo affrontarlo nel governo regionale che costituisce uno snodo strategico per tutte le decisioni che riguardano questa opera. Un'infrastruttura che sarà decisiva non solo per la Maremma, ma per l'intera Toscana. Il mio voto contrario avrebbe impedito alla delibera di essere approvata? No. Non mi interessava “salvarmi l'anima”, ma fare la mia parte fino in fondo in un percorso non ancora concluso. La mia posizione è stata ponderata e meditata. Mi aspettavo certo che avrebbe fatto discutere. Perché non capita tutti i giorni che un assessore prenda una posizione diversa dal resto della giunta su un tema che da anni porta con sé controversie e lacerazioni sul territorio. Ma proprio per questo ho scelto di rimanere, perché il difficile viene adesso. Finora abbiamo ragionato di ipotesi, ma quando Sat presenterà il progetto che dovrà essere sottoposto a Via nazionale, la Regione e gli enti locali dovranno valutarne in concreto gli impatti ambientali. Sono favorevole all'opera e su questo sono sempre stata chiara rispetto alle diverse evoluzioni avute dal progetto dal 2008 a oggi. Tuttavia il tracciato costiero non mi convince. La delibera approvata nella giunta dell'8 aprile va nella direzione auspicata dal presidente Rossi, quella di chiudere una vicenda su cui si discute da molto tempo».

«Molto – prosegue – è stato già fatto. Nel 2011 la posizione della Regione era distante da quella dei territori (province di Grosseto e Livorno). Da quel momento ha avuto inizio un intenso confronto, a cui ho doverosamente contribuito, in stretto raccordo con le istituzioni locali per far sì che le posizioni si avvicinassero e si arrivasse a una sintesi. Quella che poi è contenuta nella delibera dell'aprile 2012, in cui si decise lo stralcio della parte di tracciato che interessava Orbetello. Insomma, nella mia scelta ho messo sul piatto tutto: la mia responsabilità di assessore regionale, ma anche il senso di appartenenza a un territorio, che va considerato tutto, dal confine col Lazio alla provincia di Livorno, e a un partito. Non si sta in una giunta regionale (dove lo ricordo si è nominati dal presidente) solo perché si rappresenta un territorio. Ci si sta portando con sé idee, rapporti e conoscenza dei territori, da mettere in gioco per il “governo della Toscana”. È una riflessione che voglio proporre anche al mio partito che in questi giorni sta attraversando, come il Paese, una fase difficilissima. Il Pd è in questa regione alla guida delle amministrazioni quasi ovunque. Questo porta un di più di responsabilità. A Firenze come a Grosseto. È la responsabilità di doversi sentire partecipi di un ruolo e di un disegno più vasti, che si parli di Tirrenica, di dissesto idrogeologico, laguna, solo per rimanere ad alcuni temi locali, di crescita dell'economia e di ambiente. È uno sforzo che proprio in tempi difficilissimi per la politica è doveroso fare. Con la mia scelta ho creduto di testimoniare tutto questo».

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