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Grosseto

Ordinanza all’Archivio «Subito i lavori al palazzo»

Ordinanza all’Archivio «Subito i lavori al palazzo»

Il sindaco impone il cantiere dopo il crollo del cornicione di qualche giorno fa ma l’edificio è vincolato e serve anche il via libera della Soprintendenza

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GROSSETO. La città si sbriciola e il sindaco si attrezza: è di ieri la seconda ordinanza - emessa nel giro di cinque giorni – che intima la messa in sicurezza di alcuni immobili a carico dei rispettivi proprietari. Lunedì scorso l’attenzione era toccata al titolare della farmacia Severi e agli altri condomini del palazzo che dà su piazza del Duomo. Ieri è stata la volta dell’edificio che ospita l'Archivio di Stato. D’altra parte il capo della giunta è sempre stato chiaro: se c’è un problema legato alla pubblica incolumità l’amministrazione è costretta a intervenire, chiunque ci sia dall'altra parte. E per quel che riguarda l’Archivio qualche problemino c’è: già un mese fa, complice il forte vento, venne giù una parte del cornicione. Nessuno (per fortuna) passava da quelle parti e tutto finì con l’intervento della polizia municipale, un paio di articoli sui giornali e qualche transenna. Ma anche l’intonaco, come è possibile apprendere sfogliando il testo dell’ordinanza (o più semplicemente facendo due passi in piazza Socci, ndc) non è nelle migliori condizioni. Largo dunque ai lavori di ripristino e consolidamento di cornicione e facciata. Opere che dovranno essere eseguite entro novanta giorni. Il pericolo da sanare dunque c’è, l’ordinanza – con l’indicazione dei tempi – pure. Così come ci sono i sopralluoghi della municipale e dei vigili del fuoco (che hanno stilato un verbale richiamato nell’ordinanza stessa, ndc). Cosa manca? L’autorizzazione della Soprintendenza ai beni paesaggistici. L’edificio è infatti vincolato e iscritto al catasto come struttura d’interesse storico e culturale. Almeno questa volta, però, le lungaggini burocratiche dovrebbero rimanere lontane: con l’incolumità pubblica in gioco non si può scherzare e ritrovarsi un pezzo di cornicione sul capo non fa piacere a nessuno. Se l’ordinanza finisse inascoltata il Comune potrebbe dunque decidere, come estrema ratio, di eseguire i lavori d’ufficio.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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