Trasporti
Manciano e la Lega, amore finito
Il partito si scioglie, gli iscritti passano a Comune Aperto. «Basta con le ideologie»
MANCIANO. Il gruppo della Lega Nord di Manciano si scioglie dopo quattro anni di intensa attività politica. E gli iscritti decidono di aderire tutti al movimento civico Manciano Comune Aperto. «Non ci sono più le condizioni per poter continuare a lavorare sul territorio», esordisce in un comunicato stampa Claudio Laghi, del direttivo leghista mancianese.
Dice Laghi: «Chi come me sostiene la Lega Nord dal 1990 oggi, si rende conto che nella nostra zona non ci sono più le condizioni politiche per continuare a lavorare sul territorio. La scelta del partito di chiudersi con questa nuova linea politica concentrata prevalentemente nel Nord Italia, non andando, come un tempo, oltre l’Appennino, ci ha tagliati fuori completamente, bruciando tutto il lavoro e la credibilità delle nostre azioni».
Ooggi non ci sono più le condizioni politiche per proseguire l’esperienza politica sul territorio con la Lega Nord, dice senza giri di parole Laghi. «Questo gruppo ha cercato di portare un cambiamento nella coscienza tra i cittadini con iniziative e informazione su argomenti fino ad oggi rimasti nell’ombra e poco dibattuti».
Il risultato, spiega Laghi, è stato in parte raggiunto, sensibilizzando le persone su vari temi. «Ma in parte – ammette – la linea nuova emersa dopo gli scandali interni al partito e lo slogan abbastanza discutibile “Prima il Nord” ci ha nettamente tagliati fuori, ritrovandoci a fare un lavoro prettamente territoriale, con un soggetto politico estraneo ai cittadini per la sua dialettica».
La scelta compiuta dall’ex segretario Luca Giorgi, che si è dimesso qualche giorno fa, è definita da Laghi «la più coerente e lucida presa di posizione», poiché Giorgi si è reso conto lui stesso «che il lavoro territoriale svolto fin qui può essere ugualmente portato avanti senza insegne di partito attraverso un soggetto civico presente nel territorio e espressione del territorio stesso: Manciano Comune Aperto».
Conclude Claudio Laghi: «Nessuno di noi rinnegherà mai ciò che siamo stati, cosa abbiamo fatto e quello in cui crediamo, cioè il federalismo, ma adesso i tempi sono cambiati e forse è l’ora di iniziare a ragionare più in senso civico territoriale, valorizzando le persone serie ed oneste che si mettono a disposizione, lasciando ideologie e partiti a casa».
Paolo Mastracca
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