Il Tirreno

Grosseto

Gli “invasori digitali” alla conquista del Cassero

di Sara Landi

Anche a Grosseto l’iniziativa nazionale che invita a riscoprire le città “esplorandole” insieme e condividendo l’emozione in diretta sui social network

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GROSSETO. Riappropriamoci dal basso dei monumenti e dei luoghi d’arte e di cultura. E facciamolo coi mezzi che la Rete e la tecnologia offrono, fotografando e filmando e poi condividendo il tutto sui social network (Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, You Tube).

Nasce con questo spirito la settimana delle “invasioni digitali”, partita ieri in tutta Italia. Invasioni del tutto pacifiche da parte di gruppi di persone che si danno appuntamento in un museo o in una piazza per riprendersi un pezzo della propria storia, viverlo in modo non convenzionale e raccontare in presa diretta l’esperienza sui social network.

Anche la Maremma farà la sua parte a cominciare dal capoluogo dove a promuovere l’iniziativa è l’archeologo Alessandro Fichera, guida ambientale e grande conoscitore della storia del Cassero. «In realtà _ puntualizza l’archeologo _ solo per ragioni organizzative ci deve essere un referente, ma sono eventi che nascono totalmente dal basso».

Sarà dunque il Cassero il luogo di ritrovo per l’invasione digitale delle Mura in programma il 25 aprile a partire dalle 10. «L’invasione digitale _ spiega Fichera _ vuole essere soprattutto un’azione dimostrativa. Dimostrare cioè quanto sia fondamentale per ciascuno di noi riappropriarsi della conoscenza dei luoghi. Monumenti come il Cassero e le Mura fanno parte dell’identità della città e devono essere i cittadini in prima persona a viverli, a conoscerli, a difenderli. Non si può delegare tutto all’amministrazione comunale».

In concreto come funziona l’invasione digitale? «Ci diamo appuntamento il 25 alle 10 al Cassero: lì racconterò la storia delle Mura e faremo anche una passeggiata insieme. Ma non c’è nulla di predeterminato: dipende anche dalle adesioni, dalle curiosità che verranno fuori dai partecipanti, dagli aneddoti che chiunque potrà condividere».

Gli “invasori” avranno un solo piacevole compito: raccontare con foto, video e post l’esperienza su internet, usando gli hashtag #invasionidigitali e #muragrosseto.

«Tutto rigorosamente gratis _ chiarisce Alessandro _ proprio per la filosofia con cui è nata dall’idea di alcuni blogger (Fabrizio Todisco e Officina turistica tra gli altri, ndc.) l’esperienza stessa delle invasioni digitali». Alla manifestazione aderiscono l’associazione Festival Resistente, che proprio il 25 inaugura negli spazi del baluardo del Cassero la sua tradizionale kermesse dedicata alla memoria e alla Liberazione, Legambiente di Grosseto e l’Ana (Associazione nazionale archeologi). «Già due anni fa _ ricorda Fichera _ con l’Ana e Legambiente organizzammo una giornata di pulizia e riscoperta delle Mura: l’evento di giovedì riprende un po’ lo stesso spirito».

Anche la Provincia di Grosseto rilanciando su Facebook il programma delle invasioni digitali ha voluto esprimere la sua adesione nei confronti di “un modo divertente e partecipativo per valorizzare il nostro patrimonio culturale”. D’altronde è proprio questa la finalità che si prefiggono gli invasori: svecchiare il modo tradizionale di fruire i luoghi d’arte e di cultura aprendoli e liberandoli con la sola arma del web, grazie cioè alle opportunità che offrono i social media in materia di comunicazione del patrimonio culturale.

Manifesto, regole e mappa completa delle invasioni digitali su www.invasionidigitali.it.

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