Sicurezza
Ecco restaurata la fontana che 150 anni fa dissetò i Mille
STEFANO. Ha dissetato i mille di Garibaldi, ha aiutato e soccorso intere generazioni. Oggi, per lei nuova vita. Tutto pronto per la presentazione al pubblico di uno dei restyling più attesi del...
STEFANO. Ha dissetato i mille di Garibaldi, ha aiutato e soccorso intere generazioni. Oggi, per lei nuova vita. Tutto pronto per la presentazione al pubblico di uno dei restyling più attesi del promontorio. Alle ore 19,30 verrà inaugurata, a cura del rione Pilarella, la fontana simbolo del quartiere, restaurata dall’amministrazione comunale di Monte Argentario nell’ambito di un progetto che ha interessato anche parte del piazzale dei Rioni di Porto Santo Stefano.
In questo modo, tra la vicina e rinnovata pavimentazione e l’incremento dell’arredo urbano con ulteriori fioriere e panchine che permetteranno a residenti e turisti di sostare in questo suggestivo angolo dell’Argentario, l’ente ha puntato a creare un “continuum” tra mare e terra che, oltre all’aspetto estetico, ha anche un grande valore metaforico per un paese che dal mare ha sempre tratto sostentamento. Adesso la fontana presenta una pavimentazione con mosaico in ceramica raffigurante il delfino e l’anfora che si ritrovano nello stemma rionale. L’acqua sgorga da una parete in granito e viene raccolta in un serbatoio sotterraneo, appositamente collocato.
Dunque non c’è più la piletta ma sono stati valorizzati i “cannoni” che un tempo “sparavano” l’acqua che le donne raccoglievano per portare a casa o utilizzare sul posto per fare il bucato sul vicino lavatoio. Cannelle a forma di delfino sotto le quali sono trascorsi secoli di storia locale, scritta non solo dalle usanze delle massaie.
Con quell’acqua, quando ancora era potabile, Garibaldi a capo della spedizione dei Mille fece l’indispensabile scorta per le sue “camicie rosse”, con quell’acqua si rifornirono navi da guerra e mercantili in transito e, sempre con quell’acqua, nella zona ormai diventata a vocazione turistica, si sono approvvigionati decine di panfili ormeggiati alla banchina della Pilarella.
Renzo Wongher
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