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Un gene manda il sangue in tilt E c’è un secondo caso a Roselle

Un gene manda il sangue in tilt E c’è un secondo caso a Roselle

GROSSETO. Una malattia rara, racchiusa in una sigla, Rd4010, che ai profani dice poco ma che, per chi ne è affetto, significa una vita condizionata dalla massima attenzione a non venire a contatto...

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GROSSETO. Una malattia rara, racchiusa in una sigla, Rd4010, che ai profani dice poco ma che, per chi ne è affetto, significa una vita condizionata dalla massima attenzione a non venire a contatto con fave e altri fattori scatenanti.

Il favismo è un difetto congenito di un enzima presente nei globuli rossi (glucosio 6 fosfatodeidrogenasi) essenziale per la vitalità degli eritrociti. La sua carenza provoca un’improvvisa distruzione dei globuli rossi e quindi la comparsa di anemia emolitica con ittero.

La vita dei malati di favismo è perfettamente normale e non comporta in genere alcun disturbo, purché il soggetto colpito non ingerisca fave, piselli, verbena hybrida o alcuni farmaci come sulfamidici, salicilici (il principio dell’Aspirina), chinidina, menadione che agiscono da fattori scatenanti.

I maschi ne sono colpiti in forma grave mentre le femmine si ammalano di forme più lievi. In Italia è presente soprattutto in Sardegna.

La malattia si manifesta in modo improvviso, 12-48 ore dopo l’assunzione di fave fresche. Colorito giallo intenso su fondo pallido e respiro difficoltoso sono i primi sintomi. In fase acuta è piuttosto pericolosa e mette in serio pericolo la sopravvivenza. L’unica terapia è un’immediata trasfusione di sangue fresco. È comprensibile, dunque, che i sindaci possano, all’occorrenza, limitare la libera iniziativa economica dei privati per garantire la salute dei cittadini.

Un registro provinciale dei malati di favismo non esiste. Nel comune di Grosseto c’è però almeno un altro caso, una persona che vive a Roselle, per la quale ogni anno viene emanata la relativa ordinanza che impedisce vendita e coltivazione delle fave in zona.

L’ordinanza emanata per via Emilia è stata comunque comunicata, oltre che all’ufficio Agricoltura, anche alla Asl perché la inserisca nel fascicolo dei negozi interessati. In caso di controlli futuri, dovrà accertare anche il rispetto di questa prescrizione. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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