Il Tirreno

Grosseto

Tre nomi per il nuovo vescovo

di Gabriele Baldanzi
Tre nomi per il nuovo vescovo

In “pole” c’è Cetoloni, si parla anche di Reali. Ma a sorpresa potrebbe essere promosso Borghetti

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GROSSETO. Ogni sabato potrebbe essere quello buono, a partire da oggi. Grosseto aspetta da cinque mesi di conoscere il nome del nuovo vescovo.

Dal 19 novembre dell'anno scorso, infatti, la Diocesi ha un amministratore apostolico, monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

Adesso, stando a indiscrezioni che filtrano dal clero diocesano, la Santa Sede - o meglio la Nunziatura apostolica - dopo le tradizionali “esplorazioni presbiteriali” e i successivi passaggi, starebbe per annunciare il nuovo pastore.

Sono molteplici le Diocesi scoperte o con vescovi “in mobilità”. Papa Francesco vorrebbe lanciare un rinnovamento, generazionale e non solo.

Nel recente incontro con la delegazione dei vescovi toscani (c'era anche Franco Agostinelli, ora vescovo di Prato) il Papa “venuto dalla fine del mondo” è stato molto chiaro, insistendo per esempio sul tasto dell'attenzione al laicato, alla sua promozione, formazione e missionarietà e incoraggiando i vescovi della Toscana (regione dai tratti particolarmente secolarizzati) ad avere fiducia nel proporre prospettive vocazionali.

Per Grosseto tre sono, all'oggi, i nomi in circolazione, dopo che sono state archiviate le candidature venute fuori nei primi giorni di “vacatio”, quelle di monsignor Claudio Maniago, attuale vescovo ausiliario di Firenze e di monsignor Roberto Malpelo, sacerdote della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza.

Adesso il favorito - è sulla bocca di molti - resta Rodolfo Cetoloni, 67 anni, aretino come il predecessore Agostinelli, attualmente vescovo della Diocesi di Montepulciano, un frate minore, pratico e molto stimato.

L'altro nome uscito di recente alla ribalta è quello di Gino Reali, umbro, da 10 anni presule della sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina e a lungo amministratore apostolico della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.

Sul vescovo Reali, al pari di Maniago, pesano però vicende giudiziarie che hanno riempito le cronache nazionali.

Come si legge su Wikipedia, chiamato a testimoniare nel processo in cui Ruggero Conti, sacerdote della sua diocesi, è stato accusato di abusi sessuali su alcuni giovani della sua parrocchia. Nei giorni precedenti la sua deposizione, fu recapitata ai magistrati una lettera con un proiettile e la minaccia di far saltare il tribunale in aria se la deposizione avesse avuto luogo. Durante la deposizione, svoltasi poi regolarmente, il vescovo ha dichiarato di non aver ritenuto fondate le voci su don Conti e di non aver pertanto ritenuto necessario segnalarne il caso alla magistratura.

Gli avvocati delle presunte vittime hanno chiesto alla Procura di procedere nei confronti di monsignor Gino Reali per favoreggiamento e concorso esterno nei reati di pedofilia compiuti tra il 2002 e il 2006 da don Ruggero “per non aver impedito un reato e una condotta che era suo dovere interrompere”.

Ma attenzione perché nella commissione della Cei che deve esaminare le varie situazioni e passare poi la palla alla Congregazione dei Vescovi per il decreto si starebbe vagliando anche la posizione dell'attuale amministratore apostolico Guglielmo Borghetti.

Prima di lui già l'Emerito Giacomo Babini, nel 1996, aveva fatto il salto da Pitigliano a Grosseto. Il presule Borghetti, nato ad Avenza, ha attraversato la Toscana da cima a fondo. A Pitigliano è arrivato a fine estate del 2010, nominato, a sorpresa, da Benedetto XVI.

La consacrazione episcopale il 15 settembre dello stesso anno nella cattedrale di Massa con l'imposizione delle mani da parte di un'altra nostra conoscenza, Mario Meini, ora vescovo di Fiesole.

Ora potrebbe fare un altro salto, ma a quel punto ad essere scoperta sarebbe la diocesi della Maremma del sud. Staremo a vedere. Ogni sabato è buono, da oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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