Sicurezza
Terre incolte ai giovani Del Re: «Senza espropri»
CASTEL DEL PIANO. La crisi aguzza l’ingegno e insegna a non buttare via niente. Così la Regione Toscana attiva il progetto di assegnazione delle terre incolte ai giovani, per favorire il lavoro...
CASTEL DEL PIANO. La crisi aguzza l’ingegno e insegna a non buttare via niente. Così la Regione Toscana attiva il progetto di assegnazione delle terre incolte ai giovani, per favorire il lavoro giovanile, l’agricoltura e l’allevamento e istituisce un nuovo soggetto che elabori le linee progettuali, le regole e gli scopi.
È nato così l’Ente terre regionali toscane, di cui è presidente Claudio Del Re, in visita ieri a Castel del Piano per l’inaugurazione del nuovo mattatoio. «Il progetto Giovanisì ha il limite di non consentire ai giovani dei tirocini in agricoltura per indisponibilità di terreni», spiega Del Re. «Perciò è stato costituito un ente pubblico con funzione privatistica con la costituzione di una banca della terra e relativo catasto».
Il censimento delle terre di proprietà regionale incolte, e di quelle dei privati non coltivate da almeno 3 anni, ha dato risultati lusinghieri: 110mila ettari di terra in Toscana, un ingente patrimonio agricolo e forestale, che tocca San Rossore e l’Alberese, tanto per citare due eccellenze e che nella zona amiatina ha estensioni incolte, ad esempio, a Seggiano, a Poggio Castagnolo o a Vivo d’Orcia a Fosso al lupo.
Le terre censite e accatastate saranno messe a disposizione dei giovani con obiettivi ambiziosi: lavoro agricolo o di allevamento ma anche con una funzione ambientale e paesaggistica. «Gli scopi – spiega Del Re – sono evidenti, perché il lavoro delle terre incolte favorisce la salvaguardia dell’ambiente e interventi contro il dissesto idrogeologico e ha una funzione anche paesaggistica. Il paesaggio toscano, infatti, si qualifica per una trasformazione dovuta al lavoro dell’uomo che ne rispetta i connotati e allo stesso tempo lo modifica e lo mantiene».
In Amiata la gran parte delle terre incolte, soprattutto foreste, è di proprietà comunale o dell’Unione dei comuni, ma non mancano aree che potranno essere nella disponibilità dei giovani, soprattutto a Seggiano e verso l’Orcia. Poi ci sono, appunto, le terre non coltivate da almeno tre anni di proprietà dei privati che, se i proprietari vorranno, potranno essere rese disponibili.
«Non si pensa certamente all’esproprio – precisa Del Re – ma si cerca di individuare alcuni spazi fruibili da parte dei giovani con consenso dei privati».
Anche il sindaco di Castel Del Piano Claudio Franci è soddisfatto del progetto: «Abbiamo un ufficio Giovanisì e i giovani potranno chiedere informazioni lì oltre che nel sito dell’Ente terre regionali toscane». «Grazie a questo progetto – aggiunge Roberto Zamperini dell’ufficio tecnico – si potranno creare cooperative giovanili, dare il via a produzioni nuove, modificare il territorio per favorire un turismo di campagna. E non è poco con la crisi pungente in atto».
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