Attenzione
L’assicurazione “scarica” il Comune
Assitalia tronca il contratto che copriva i danni da alluvione. La rabbia del primo cittadino: «Siamo soli e senza copertura»
ORBETELLO. L’assicurazione lascia a piedi il Comune, senza più copertura assicurativa sui danni dell’alluvione. E l’ente annaspa, costretto a guardarsi intorno a caccia di nuove compagnie. Si sfoga il sindaco di Orbetello Monica Paffetti, che denuncia l’ennesima difficoltà post-alluvione. «Il Comune si interroga sul perché ad alcuni tavoli venga considerato come un malato, come un soggetto da abbandonare a se stesso e in altri – come per esempio la questione autostrada, le infrastrutture, i rimborsi ai cittadini, le deroghe sul pagamento delle imposte o sul patto di stabilità – come fosse completamente integro, sano, e come se il 12 novembre nulla fosse accaduto».
Uno sfogo in piena regola quello del primo cittadino Monica Paffetti, che appresa la notizia della rescissione del contratto da parte della compagnia assicurativa Assitalia è critica sul dietrofront della società.
Risale a sei mesi fa l’accordo con la compagnia, che prevedeva, a fronte del pagamento di 14mila euro annui, la copertura assicurativa al patrimonio immobiliare del comune lagunare. Copertura in cui risultavano inseriti anche i danni causati da eventuali eventi alluvionali. Nessuno, Comune ed Assitalia in particolare, si sarebbe aspettato che nella notte di san Martino la frazione di Albinia sarebbe rimasta completamente sommersa dalle acque e dal fango del fiume Albegna. Quel che è seguito dopo è stato un passo indietro da parte dell’assicurazione, la quale, vista probabilmente la situazione che si era venuta a creare, ha preferito non rischiare una nuova onerosa implicazione legata alle catastrofi meteorologiche, come ritiene l’assessore al bilancio Luca Aldi. «Hanno paura che una situazione del genere possa ripetersi – dice Aldi - chiaramente l’interruzione del contratto è una cosa che vale per il futuro e fin qui siamo comunque coperti per i danni causati dall’alluvione». Per quanto riguarda la rinuncia da parte della società, questa avrebbe agito secondo i termini prescritti nell’accordo con l’amministrazione e dunque non sarebbe passibile al pagamento di alcun tipo di penale. Nel frattempo, spiega il sindaco, «gli uffici tecnici comunali stanno lavorando per determinare l’esatto ammontare dei risarcimenti e dei danni relativi agli edifici pubblici, che già si preannunciano ingenti». Gli edifici pubblici danneggiati dall’alluvione sono la scuola elementare, sulla quale è in atto un progetto per la totale ricostruzione, quella materna, dove si trovavano le cucine della mensa comunale, le medie, il museo della cultura contadina, e l’edificio della Misericordia, colpito solo in parte. Ma l’amarezza per la disdetta di Assitalia, prosegue il sindaco, è causata anche dal fatto che solo due aziende, la Milano Assicurazioni e Unipol, si siano candidate a sostituire l'uscente. Entrambe senza copertura per eventi alluvionali. «Questi danni rimarranno privi di copertura, perché l’aumento del rischio idraulico riconosciuto al territorio dopo il 12 novembre porta ad avere grossi problemi dal punto di vista assicurativo. Una situazione analoga a quella di anziani o di persone a rischio di determinate patologie che le compagnie rifiutano di assicurare». Con una propensione più ottimistica il suo vice Marcello Stoppa «Nel momento in cui le opere sul reticolo idraulico saranno sufficientemente calibrate per fronteggiare eventi quattrocentennali, troveremo certamente un’assicurazione che si prenda carico delle nostre istanze. Fortunatamente per le opere pubbliche una grossa mano ce la sta già dando la Regione».
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