Il dolore
Falsa perizia per l’Osa, in tre a giudizio
Esproprio da un milione di euro: nuova grana per Perin, sotto accusa anche il proprietario del terreno e un geometra
ORBETELLO. C’è un nuovo grattacapo giudiziario per l’architetto grossetano Luca Perin, coinvolto pochi giorni fa nell’inchiesta sui presunti illeciti relativi all’affidamento dell’incarico per il Regolamento urbanistico. Un grattacapo diverso e di grado differente. Perché giovedì il professionista è stato rinviato a giudizio dal gup Valeria Montesarchio per abuso d’ufficio, falsa perizia, tentata truffa e falsità ideologica in relazione alla stima dell’indennità di esproprio del terreno ai Bagnacci, finalizzato al recupero e l’ampliamento del complesso Terme dell’Osa: 1.197.973 euro che il Comune di Orbetello avrebbe dovuto pagare, cifra molto distante dai 155 mila euro che secondo la Procura sarebbe stato l’effettivo valore.
A far partire l’inchiesta era stata la denuncia dell’ex vicesindaco Rolando Di Vincenzo che aveva segnalato il presunto conflitto di interessi di Perin. Intercettazioni telefoniche, tabulati, consulenze e documenti vari costituiscono gli elementi probatori che il sostituto procuratore Stefano Pizza contesta non solo a Perin (difesa De Cesaris) ma anche al proprietario del terreno, Franco Fanciulli (difesa Leporatti e Fabiani), e al geometra Mario Andreozzi (difesa Leporatti), componente del collegio peritale istituito in presenza di un contenzioso (ne fanno parte un membro nominato dall’autorità espropriante, uno dall’espropriato e uno dal presidente del Tribunale civile), incaricato delle valutazioni ai fini dell’esproprio. Tutti e tre dovranno difendersi davanti al collegio penale all’udienza del 16 ottobre. Secondo il gup, allo stato «è configurabile l’elemento psicologico», cioè il dolo.
Secondo la Procura, Perin avrebbe avuto dei motivi di incompatibilità, che avrebbero dovuto indurlo ad astenersi invece di accettare la nomina nel collegio peritale da parte del presidente del Tribunale (allora Michele Sfrecola - il periodo era il 2008-2009): perché l’architetto avrebbe svolto attività di consulenza per Fanciulli, che nel 2005 aveva appositamente delegato sia lui che Andreozzi. E invece di fronte al giudice aveva dichiarato, così come Fanciulli, di non aver avuto mai con lui rapporti professionali, mentre il fascicolo dell’accusa testimonierebbe anche contatti telefonici tra i due.
Nel collegio peritale c’erano Andreozzi (per Fanciulli), l’ingegner Ludovico (per il Comune di Orbetello) e Perin individuato come “terzo”. Ludovico aveva votato contro la perizia di Perin, che era comunque passata a maggioranza per il voto di Andreozzi. Secondo l’imputazione, Perin avrebbe attestato falsamente che le aree oggetto di esproprio potevano considerarsi edificabili. E da questa valutazione era scaturita la stima. Uno dei nodi del confronto tra accusa e difesa, che verosimilmente sarà il punto cardine anche del dibattimento. «Perin era stato interrogato a suo tempo - dice l’avvocato Andrea De Cesaris - e aveva respinto ogni tipo di accusa, affermando la correttezza del proprio operato. Non ho dubbi che il dibattimento porterà al riconoscimento della sua estraneità alle contestazioni».
Tra le quali c’è anche quella di tentata truffa, perché il Comune di Orbetello sarebbe stato tratto in errore con quella perizia ritenuta falsa. Il danno, secondo la Procura, è da valutarsi nella differenza tra le due perizie, cioè un milione di euro. Il Comune si era rifiutato di pagare stabilita dopo che la Corte di appello civile di Firenze aveva stabilito la nullità di quella perizia, con sentenza del 24 gennaio 2012 per il procedimento 906 del 2008.
Nel maggio scorso il giudice, nella procedura di pignoramento promossa da Andreozzi, «ha ritenuto sussistente il diritto del geometra Andreozzi a essere pagato dal Comune per aver comunque svolto la sua attività nell’ambito della commissione tecnica», il 27 dicembre scorso il consiglio comunale ha stanziato 11.262 euro da inserire come debito fuori bilancio.
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