Sicurezza
Colpisce l’arbitro, squalificato 3 anni. «Ho sbagliato ma..»
ORBETELLO. Tre anni esatti di squalifica, è questo ciò che ha deciso il giudice sportivo a carico del dirigente dell’unione sportiva Orbetello Ubaldo Lampredi che è stato inibito a svolgere qualsiasi...
ORBETELLO. Tre anni esatti di squalifica, è questo ciò che ha deciso il giudice sportivo a carico del dirigente dell’unione sportiva Orbetello Ubaldo Lampredi che è stato inibito a svolgere qualsiasi attività collegata alla Figc fino al 18 aprile 2016. In base a quanto riportato nel referto dall’arbitro della partita tra Orbetello e Asta, ultima gara del campionato di prima categoria, Lampredi sarebbe entrato indebitamente sul terreno di gioco offendendo il direttore di gara e da distanza ravvicinata gli avrebbe lanciato contro la bandierina colpendolo allo stomaco e provocandogli momentaneo ma forte dolore. Il dirigente della gloriosa Us Orbetello commenta: «premetto che ho sbagliato e il mio gesto è da condannare. La premessa è necessaria se vogliamo analizzare senza pregiudizi e con serenità qual è spesso la causa scatenante di tali episodi». Lampredi vanta una lunga esperienza calcistica e parla a ragione veduta: «Orbetello-Asta era una partita senza storia, noi eravamo già retrocessi e l’Asta aveva vinto il campionato. Loro sono nettamente più forti e avrebbero vinto la partita». E allora? «Non si possono mandare ragazzi allo sbaraglio senza un’adeguata preparazione per dirigere una partita; altrimenti il rischio è quello di creare un clima non in sintonia con lo spirito che ci dovrebbe essere. È vero che gli errori sono fisiologici ma quando si sbaglia ogni decisione in maniera clamorosa è evidente che si è voluto mandare allo sbaraglio un arbitro che non è pronto per dirigere una partita, ruolo che comporta capacità e responsabilità». L’obiezione è quella che i comportamenti che travalicano la critica sono da censurare: «è vero – ammette Lampredi – Infatti dico di avere sbagliato. Ma con altrettanta convinzione dico che per fare il dirigente sportivo occorre passione, ed è la passione che mi ha tradito. Però ho la sensazione che da parte degli organi federali non ci sia la volontà di risolvere a monte il problema, tanto è vero che si preferisce infliggere una squalifica esemplare come quella data al sottoscritto e mantenere intatto il problema». (p.m.)
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