Il Tirreno

Grosseto

«Viabilità efficiente: è questa la ricetta per le nostre ditte»

di Fiora Bonelli
«Viabilità efficiente: è questa la ricetta per le nostre ditte»

Dopo l’allarme di Cna sulle imprese parla Rio Tonelli «Questo è il peggior momento ma uniti ce la faremo»

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CASTEL DEL PIANO. «L’Amiata ha avuto molte crisi difficili, ma sempre è riuscita a reagire e a riaffermarsi come una grande realtà lavorativa ed economicamente di valore. Sono sicuro che ce la faremo anche questa volta».

A parlare di crisi in Amiata è il presidente di Amiata Auto, Rio Tonelli, ex sindaco di Castel del Piano, che conosce bene, per averle vissute in trincea, tutte le tappe principali della storia amiatina. E che, all’indomani della divulgazione dei dati sulla crisi in Amiata, dove negli ultimi due anni ha chiuso il 4 per cento delle imprese (come scritto ieri dal Tirreno), lancia un messaggio.

«Dalla crisi del dopoguerra – spiega Tonelli – ci riprendemmo alla grande, col boom degli anni ’60 che furono per noi anni incantati, con un turismo fiorente, agricoltura in ripresa, mestieri, artigianato. Poi ci fu la gravissima ferita degli anni ’70, con la chiusura delle miniere di mercurio da cui si uscì con le unghie e coi denti grazie alla riconversione e al progetto Amiata. Ma questa che stiamo vivendo è la peggiore crisi in assoluto. La più dura».

Tonelli non nasconde le difficoltà che anche la sua azienda ha dovuto affrontare: «Noi stessi come Amiata Auto se non avessimo avuto la lungimiranza di ampliarci a Grosseto non so se ce l’avremmo fatta. L’Amiata è sempre arrivata in ritardo sia a vivere la crisi che ad uscirne. Dipenderà dal fatto che la nostra economia è variegata: agricoltura e industria, artigianato e turismo. Se si indebolisce un settore, un altro tiene. Ma oggi non è così».

Il turismo è in apnea anche per la scomparsa o quasi delle Pro Loco e la scarsa circolazione di denaro che blocca i turisti. «Per fortuna c’è il giro di stranieri – spiega Tonelli – e molti di loro acquistano casali e si impiantano qui. Una speranza, questa, credo. Anche l’agricoltura, con la parcellizzazione delle proprietà ha perso vigore, anche se vi sono eccellenze in questo campo. Penso ai marchi e alle aziende che si fanno valere nel mondo. Capisco Corsini Biscotti che vuole spostare la parte commerciale lontano da qui per la viabilità carente».

Tonelli torna sul trentennale problema della strada del Cipressino, che blocca la circolazione di persone e merci e che costituisce una spina nel fianco e costi aggiuntivi insostenibili a volte, per le imprese. «Abbiamo perso i mestieri più nobili dell’Amiata – spiega – strozzati dagli studi di settore, hanno chiuso botteghe e officine. Adesso bisogna puntare a favorire le imprese rimaste. E la viabilità carente è la nostra rovina. Da Paganico per arrivare in Amiata è un tormento. Ricordo quando fu costruita la strada del Casalino c’era già allora l’intenzione del suo raddoppio, che si diceva non fosse poi così complicato fare. Ora tutto è fermo, purtroppo. Eppure credo nell’inventiva della nostra gente, nella sua creatività e nella voglia di ricominciare a tutti i costi. E credo che un’Amiata unita, oltre i versanti grossetano e senese potrebbe essere una soluzione per cominciare a risollevarsi».

Torna, insomma, la voglia di unità della montagna, un’idea lanciata da molte voci istituzionali, prima fra tutte quella di Franco Ulivieri, presidente dell’Unione, e gradita alla maggior parte dei sindaci del versante grossetano. «L’idea di una sola Amiata – conclude Tonelli – la condivido anch’io. E sono convinto che bene sarebbe stato togliere di mezzo le province. Speriamo di farcela stavolta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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