Il Tirreno

Grosseto

Tares, rincaro record Più 4 milioni di euro richiesti alle famiglie

di Francesca Ferri

Federconsumatori: Grosseto supererà la media italiana Borghi: «Spero di continuare a coprire parte della spesa»

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GROSSETO. Rincaro record per la Tares a Grosseto. Il passaggio dalla Tarsu alla Tares (la nuova tariffa per lo smaltimento rifiuti e altri servizi in vigore da dicembre) costerà in media 51,59 euro in più rispetto a quanto si pagano oggi. Uno dei rincari più alti in Italia, superiore del 17,1% alla media nazionale.

51,59 euro in più all’anno. Al momento è solo una proiezione fatta dal Centro di ricerche, educazione e formazione della Federconsumatori ma, se i calcoli si riveleranno esatti, sarà un piccolo salasso. Una famiglia di tre persone che vive in un appartamento di 100 metri quadrati, oggi, con la Tarsu, paga 301 euro; domani, con la Tares, ne pagherà 362,59. Cioè 51,59 euro in più rispetto ai 45,73 euro del resto d’Italia.

Lampioni nel conto. Le ragioni del salasso sono più d’una. La Tares, come noto, dovrà coprire anche il costo di alcuni servizi, cosiddetti “indivisibili” (illuminazione pubblica, manutenzione strade e verde pubblico, anagrafe), che oggi il Comune paga con soldi che gli gira lo Stato. Per Grosseto sono 4 milioni di euro: 1,5 milioni per l’illuminazione, 500mila per l’anagrafe, 2 milioni per la manutenzione delle strade (non è certo se nella Tares rientri la manutenzione del verde).

Niente sconto sulle tasse. Per intendersi, anche oggi pagano i cittadini, con le tasse versate alla fiscalità generale che Roma poi gira ai Comuni. Quando entrerà in vigore la Tares, invece, pagheranno al Comune e lo faranno “dentro” la Tares ma – e qui si annida la beffa – senza sconti sulle altre tasse.

Il salasso non finisce qui. Nella Tares è poi prevista una “maggiorazione standard” di 30 centesimi al metro quadro la cui introduzione ha del grottesco. In un primo momento doveva coprire i servizi indivisibili ma, il 9 aprile nel decreto 35/2013, il governo l’ha riservata allo Stato come compensazione per i tagli ai trasferimenti, mettendola in conto nell’ultima rata. Per Grosseto si tratta di 1,7 milioni di euro.

Il Comune non può più aiutare. Dulcis in fundo, nella Tares bisognerà contare anche la quota di spesa sui rifiuti oggi coperta dal Comune. «Forse molti grossetani non se ne sono mai accorti, ma in questi anni il Comune ha pagato dal 30 al 20 per cento della loro tassa sui rifiuti», spiega l’assessore al bilancio Paolo Borghi. «La nostra è stata una precisa scelta di bilancio: potevamo destinarli diversamente, quei soldi, ma abbiamo scelto di venire incontro alle famiglie. Per forza a Grosseto il rincaro della Tares sarà tra i più alti d’Italia»

Da salvagente a tagliola. Quello che è stato fino a oggi un salvagente per le tasche dei cittadini, insomma, si trasforma d’improvviso in tagliola. «Con la Tares – spiega Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto – il servizio sarà tutto a carico dei cittadini. Chi vive in comuni dove è già stata introdotta la Tia, che è più onerosa della Tarsu, sentirà meno la differenza».

Tares incostituzionale? «Mi chiedo se la Tares non sia incostituzionale – spiega De Martis – perché non è chiaro se, una volta pagati i servizi indivisibili nella Tares, si debba continuare a pagare la stessa cifra alla fiscalità generale. Poi, se le tasse sono almeno proporzionate al reddito, la Tares si paga un tot al metro quadro, a prescindere se si ha una pensione da 500 euro o uno stipendio da 5mila euro». Federconsumatori chiede perciò un altro rinvio al 2014, mentre Borghi pensa a un nuovo salvagente. E spiega: «Vorremmo continuare a garantire ai grossetani un aiuto nel pagare questi servizi e stiamo studiando come fare».

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