Il Tirreno

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la protesta

Riscatto aree Peep In trecento dal difensore civico

di Enrico Pizzi

GROSSETO. Riscattare la casa Peep da maggio dell’anno scorso costa troppo. E così, la delibera della giunta comunale, quella che ha triplicato i costi di trasformazione dei diritti di superficie in...

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GROSSETO. Riscattare la casa Peep da maggio dell’anno scorso costa troppo. E così, la delibera della giunta comunale, quella che ha triplicato i costi di trasformazione dei diritti di superficie in diritti di proprietà per gli appartamenti costruiti nelle aree peep (aree di edilizia economica e popolare) del Comune di Grosseto è finita davanti al Difensore civico regionale.

La raccomandata è partita ieri mattina: quasi trecento cittadini che vivono in gran parte alla Cittadella, tra via Canada, via Inghilterra, ma anche nel quartiere di via Grieg, o a Roselle, in via del Tino, hanno chiesto al difensore civico regionale di intervenire nei confronti del Comune di Grosseto in merito alla delibera di giunta 210 del maggio dello scorso anno che ha stabilito i nuovi criteri di calcolo per il riscatto della piena proprietà degli immobili in aree peep.

La richiesta ricalca, in gran parte, l'istanza, rimasta senza esito, che il consigliere del Pd Stefania Laurenti aveva fatto al sindaco Bonifazi prima della seduta del consiglio comunale del 10 aprile scorso che, all'ordine del giorno, aveva sia una mozione presentata dal capogruppo dei Fratelli d'Italia, Fabrizio Rossi, che chiedeva la sospensione della delibera di giunta (bocciata), sia una “contromozione” presentata dal centrosinistra che cercava di mitigare le conseguenze della delibera di giunta (discussa, ma non approvata per mancanza del numero legale).

Il fatto che la delibera della giunta facesse partire l'applicazione dei nuovi criteri di calcolo, in modo retroattivo, dal 13 luglio 2011 – data di entrata in vigore del cosiddetto Decreto Sviluppo – non convinceva Stefania Laurenti che aveva chiesto al sindaco che fosse fornito un parere legale che le togliesse ogni dubbio.

Così non è stato e per questo lei aveva scelto di non partecipare al consiglio. Adesso quelle obiezioni sono, di fatto, contenute nel ricorso al difensore civico regionale.

La prima questione contestata riguarda proprio la retroattività dell'applicazione dei nuovi criteri di calcolo, in secondo luogo, poi, c'è il fatto che quella delibera - di giunta e non di consiglio - andrebbe a modificare il regolamento comunale per le aree peep su due punti: i termini per il procedimento amministrativo di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà e le modalità stesse per il riscatto del diritto di proprietà.

I 297 firmatari dell'esposto sottolineano che il comportamento del Comune ha provocato notevoli problemi ai cittadini che hanno visto triplicare i costi di riscatto della propria abitazione.

Adesso si attende la risposta del difensore civico e non si esclude, per il futuro, un ricorso al Tar che qualcuno, sembra, era già in procinto di fare, prima di essere convinto a optare, in prima battuta, per la strada del difensore civico.

Una scelta, questa, che non poteva essere differente. I soldi da pagare ora sono diventati tanti di più. E la crisi non aiuta certo le famiglie a sostenere questa scelta. La delibera ora sarà valutata dal Difensore civico regionale. Poi, probabilmente, toccherà a un tribunale stabilire da che parte sta la ragione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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