Sicurezza
Negozio in viale Uranio Barbanella ritrova la Coop
Dopo lo “sgombero forzato” dallo storico negozio di via Rovetta, la società riapre a poche centinaia di metri. E a fine estate bis in via Brigate Partigiane
GROSSETO. Doppietta di Unicoop Tirreno: dalla cooperativa la conferma ufficiale ancora non arriva, ma la decisione di aprire due nuovi punti vendita in città è presa. Un supermercato andrà a sanare il vuoto lasciato dal negozio di via Rovetta, l’altro troverà spazio in un locale dalle parti di via Brigate Partigiane.
Via Rovetta. I sigilli alla Coop di via Rovetta scattano il 13 agosto 2012. Il negozio era lì dalla fine degli anni Sessanta. Eppure, ci vuole quasi mezzo secolo perché qualcuno si accorga che l’impianto antincendio e l’agibilità dei locali non sono a norma. Anzi, più che altro è necessaria una segnalazione (anonima) alla procura della Repubblica. Da questa, parte infatti la girandola di controlli, poi sfociati in un doppia e inevitabile disposizione comunale. Inevitabile perché sindaco e assessore al commercio rischiano di cadere in una sorta di “culpa in vigilando”: l’amministrazione, una volta venuta a conoscenza dei fatti, non può mancare l’intervento.
«Si tratta di provvedimenti doverosi, che riteniamo necessari per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della salute dei lavoratori», dice Emilio Bonifazi commentando la chiusura forzata del supermercato.
L’addio alla Coop di via Rovetta è sofferto: si va dalla petizione avviata da un gruppo di barbanellini, sino agli incontri con le istituzioni per cercare di garantire l’occupazione degli (ex) dipendenti. Si lamentano anche alcuni fornitori locali rimasti orfani di un importante cliente. E dalla cooperativa assicurano: «Quel negozio garantiva utili di tutto rispetto. Abbiamo sempre agito entro le leggi. Ricorreremo per vie legali». Ma il Tar prima e il Consiglio di Stato dopo bocciano il ricorso Unicoop: riaprire in via Rovetta è impossibile.
Via Uranio. Il colosso della grande distribuzione però non demorde: «Stiamo cercando un nuovo fondo a Barbanella», ripetono dentro i corridoi della sede centrale. Oggi quell’indagine è conclusa. La Coop riapre i battenti accorpando quattro locali al piano terra del centro commerciale di viale Uranio, sponda via Pirandello. La voce già da qualche giorno circola tra gli esercenti del posto. Per definire la data esatta di apertura ci sarà ancora da aspettare qualche settimana, ma il percorso è intrapreso e in un paio di mesi il nuovo supermercato di vicinato (circa 300 metri quadri, ndc) sarà una realtà.
La cooperativa dimostra dunque d’aver mantenuto la barra dritta e di aver ascoltato le numerose richieste dei barbanellini. Alcuni, soprattutto anziani, scoppiati letteralmente in lacrime il giorno della chiusura in via Rovetta.
Via Brigate Partigiane. Ma l’appetito vien mangiando. Ed è così che Unicoop ha scelto di dare un altro importante segnale alla concorrenza, sempre più agguerrita. I responsabili della cooperativa hanno già scovato un fondo lungo via Brigate Partigiane, a due passi dal bar Olimpico. Ha le caratteristiche idonee a divenire supermercato e tutte le procedure per iniziare l’attività sono avviate. I locali paiono essere più ampi di quelli previsti in viale Uranio. Qui l’apertura _ secondo indiscrezioni _ è segnata per settembre. E anche in questo caso ci sarà da distribuire lavoro a qualche dipendente penalizzato dall’arrivo dei sigilli in via Rovetta.
La sfida. Con la nascita dei due punti vendita Unicoop Tirreno lancia un importante segnale alla concorrenza. La cooperativa non solo torna ad assicurare un impiego stabile a qualche dipendente (cosa non di poco conto visti i chiari di luna), ma aggredisce il mercato in punti chiave oggi del tutto scoperti. Sul finire dello scorso novembre Conad ha aperto un nuovo supermercato in via Senegal. Un paio di mesi dopo è toccato al discount Todis sbarcare in città (sempre riconducibile alla cooperativa Conad). Prima di fine anno Unicoop pareggerà i conti. Senza considerare che, dietro l’angolo, c’è il superstore al Commendone: i lavori sono iniziati e parlare d’inaugurazione del centro tra meno di due anni non è fantascienza.
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