Il dolore
Acqua pubblica, via libera alle nuove tariffe
A quasi due anni dal referendum i sindaci cancellano la quota di profitto. Ma pesa l’incognita Regione
GROSSETO. Dalla Maremma via libera alla proposta di deliberazione sulle nuove tariffe dell’acqua ma i sindaci della conferenza territoriale 6 Ombrone, che comprende tutta la provincia di Grosseto e parte di quella di Siena, hanno voluto mettere nero su bianco, in un documento politico, la preoccupazione per l’assenza di un chiaro orientamento in materia da parte della Regione.
La conferenza dei sindaci, riunita ieri nella sala consiliare del Comune di Grosseto, ha approvato la proposta di deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) per quanto riguarda le tariffe dell’acqua 2011-2013. A decidere però in via definitiva sarà il 30 aprile a Firenze l’assemblea dell’Autorità idrica toscana a cui partecipa per ogni conferenza territoriale un numero più ristretto di Comuni.
Un sì condizionato, quello uscito dalla riunione di ieri, perché l’assemblea ha votato anche un ordine del giorno (unico no quello del sindaco di Monterotondo Marittimo, Alessandro Giannetti) che contesta il metodo tariffario transitorio adottato dall’Aeeg e sollecita lo stesso organismo ad adottarne uno che sia «aderente all’esito referendario del giugno 2011», referendum che ha cancellato dalla bolletta la quota per la remunerazione del capitale investito.
La questione del rispetto della volontà espressa dai cittadini con i referendum sull’acqua ha segnato peraltro tutti i lavori dell’assemblea a cui sono stati ammessi a partecipare i rappresentanti locali del Movimento acqua bene comune di Grosseto, Amiata e Val d’Orcia che si erano dati appuntamento sotto il Comune per manifestare.
Nel documento approvato ieri i sindaci dell’ex Ato 6 esprimono «preoccupazione per l’assenza di un chiaro orientamento politico da parte della Regione sul merito del nuovo metodo che lascia di fatto soli i sindaci nel definire la programmazione tariffaria in un contesto di particolare incertezza, anche alla luce dei recenti pronunciamenti del Tar della Toscana e del Consiglio di Stato» e riconoscono «l’esigenza di dare attuazione al principio di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua».
I sindaci definiscono inoltre la propria scelta di approvare le tariffe, sventando il rischio del commissariamento della conferenza territoriale, «un atto di responsabilità istituzionale per non generare ulteriori incertezze che mettano a repentaglio la stabilità e la qualità del servizio erogato, la prosecuzione degli investimenti in corso di realizzazione e di quelli programmati».
Approvato anche l’emendamento che «impegna il gestore alla restituzione degli importi relativi al periodo luglio-dicembre 2011 per la quota relativa alla remunerazione del capitale investito con le indicazioni che dovrà fornire l’Aeeg e auspicabilmente con la stessa modalità già seguita per il rimborso automatico delle quote di depurazione, unico Ato a farlo in Toscana». (s.l.)
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