Il dolore
«Mi hanno picchiata come due bestie»
Parla la commessa rapinata nel negozio di Grosseto: «I malviventi mi hanno aggredita con una ferocia inaudita, ho pensato di morire»
Ha le labbra tumefatte, gli zigomi gonfi, segno di una brutalità e di una ferocia inaudita: altri lividi sono nel braccio sinistro. Ci accoglie nel suo salotto ancora sotto choc Vilma Magnani, 62 anni, commessa grossetana del negozio “Vino sfuso” di via Ansedonia che mercoledì mattina è stata rapinata nel negozio.
Erano in due: uno di loro l’ha aggredita, picchiata, massacrata di botte, l’altro controllava che non entrasse nessuno. La signora - carattere mite, solare e disponibile - è finita all'ospedale: ci è stata dalla mattina alla sera poi è stata dimessa. Oggi racconta quei momenti di terrore. «Ho pensato di morire», dice nel divano di casa. «Ho visto la morte in faccia: mi hanno mostrato una ferocia inaudita, e quando mi hanno strappato la collana, ho pensato che avessero un coltello e mi volessero uccidere».
Dopo la rapina, la signora è finita all’ospedale, dov’è stata trattenuta fino alla sera. Amareggiato anche il suo titolare Luca Ferrini. «Quando ho saputo quello che era successo mi sono messo a cercare i rapinatori. Non si può trattare una donna così».
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