Il Tirreno

Grosseto

La scuola è pericolosa, chiusa

di Paola Villani
La scuola è pericolosa, chiusa

Controlli sulla struttura fanno temere cedimenti: immediata l’ordinanza per via Gorizia

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FOLLONICA. Chiusa la scuola di via Gorizia, non è sicura per l’incolumità dei ragazzi.

Il materiale con il quale quell’edificio è stato costruito negli anni ’60 risulta particolarmente sabbioso specie nell’ala a lato del Petraia, il rischio è che possa cedere da un momento all’altro.

L’annuncio choc è giunto ieri pomeriggio intorno alle 18 del sindaco di Follonica: le verifiche sismiche effettuate da un’azienda specializzata hanno fatto venire a galla, dopo più di mezzo secolo, che la media Luca Pacioli «non risulta compatibile con l’utilizzo ordinario», così si legge nell’ordinanza del Comune di Follonica.

Trecento ragazzini dagli 11 ai 14 anni da stamani non possono più entrare nelle loro classi come facevano ogni giorno da settembre. Per adesso gli alunni staranno a casa fino a lunedì dopo di che si conoscerà la decisione presa dagli organi competenti, ma sicuramente quella costruzione resterà inagibile. La soluzione più probabile è che le 12 classi che trovavano spazio nell’edificio vengano spostate in altri plessi, presumibilmente alcune saranno “traslocate” in via Cavour dove attualmente si trova una scuola elementare e altre forse in via Palermo dove ha sede un'altra primaria.

La comunicazione dei tecnici è arrivata nel pomeriggio di ieri: il sindaco Eleonora Baldi ha chiamato subito a rapporto tutti i suoi assessori, i i funzionari addetti ai Lavori pubblici, la dirigente scolastica del comprensivo 1, responsabile di via Gorizia, Claudia Giannetti e la sua collega Paola Brunello. L’unità di crisi si è messa subito a lavoro per trovare la soluzione migliore a quanto rivelato dai controlli: il primo problema da affrontare è stata la comunicazione alle famiglie della chiusura della scuola. L’annuncio è stato dato attraverso un auto con l’altoparlanti che ha girato per le vie della città, mentre la segreteria di via Gorizia ha provveduto a contattare tutte le persone interessate dall’accaduto.

In più l’informazione è passata attraverso i canali on line e gli sms: una comunicazione capillare anche se la dirigente Giannetti ha fatto sapere che stamani sarebbe lo stesso andata a scuola per accogliere quegli alunni non a conoscenza dell’inagibilità.

I controlli sono scattati a seguito delle leggi statali antisismiche: prima di ieri infatti nessuno sospettava la pericolosità di quell’istituto anzi la scuola che ha sempre, secondo il pensiero comune, preoccupato di più era quella dell’Ilva. Il costo della ristrutturazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 mila euro: una cifra che probabilmente l’amministrazione non spenderà decidendo di costruire un nuovo edificio, vendendo l’attuale sede delle medie.

Stamani il Provveditore sarà a Follonica per discutere della vicenda: il sindaco ieri pomeriggio ha avvertito anche il Prefetto che le ha chiesto di essere aggiornato sull’andamento della questione.

«Appena ho ricevuto la telefonata che mi avvertita dei risultati dei controlli devo dire che ero molto agitata – spiega la dirigente Giannetti – adesso dopo aver parlato con l’amministrazione e con la mia collega mi sento tranquilla: sono certa che da lunedì i ragazzi potranno riprendere il loro percorso didattico».

La domanda è perché solo adesso sono emersi questi problemi? «Siamo stati lungimiranti: l’anticipo è adeguato anche se non sufficiente – spiega il primo cittadino – le carenze sono soprattutto nei materiali usati. In questi casi è obbligo non dare niente per scontato». All’appello per i controlli mancano solamente la scuola di via Cimarosa e quella di via Buozzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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