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Grosseto

Aureli: «Si può ancora realizzare»

Aureli: «Si può ancora realizzare»

L’architetto disegnò il progetto della biblioteca: «Andrebbe solo adeguato»

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GROSSETO. L’architetto Roberto Aureli è l’uomo che più di ogni altro conosce la storia di palazzo Mensini.

Undici anni fa l’allora sindaco Alessandro Antichi gli affidò la responsabilità degli allestimenti interni della “nuova” Chelliana. Cinque anni più tardi il successore di Antichi, Emilio Bonifazi, ampliò il raggio d’azione del professionista su tutto il progetto.

Architetto, le carte in regola il progetto le ha. «Certo, e al tempo facemmo una fatica mostruosa. Dal Comune alla Asl, dal ministero per le attività culturali al Rina Industry: tutti avevano dato il via libera ai lavori».

Cosa è il Rina Industry? «È un ente certificatore di eccellenza assoluta nel panorama europeo. Approvò il disegno e mi chiese di tutto: pure la scheda storica (che il Comune non aveva fatto). E infatti oggi quell’edificio è patrimonio monumentale grazie alla mia scheda. Nel 2008 mandai al Rina 54 elaborati, sette chili e ottocento grammi di documenti. Tutte cose che l’amministrazione non ha mai voluto pubblicare. Avrebbero potuto allestire la sala comunale di questi progetti, farne vanto. È stato il primo progetto validato dal Rina Industry che abbia mai avuto il Comune».

Ma oggi è fattibile ripartire? «Sì, dovremmo aggiornare la normativa sismica e rivedere il tetto: la perizia che avevamo fatto risale al 2007. Anche la parte impiantistica va rimessa a posto, oggi lì svolazzano i piccioni. Ma con poche decine di migliaia di euro il tutto è di nuovo cantierabile».

Poi però resta il problema di come trovare i soldi per portarlo a termine. «Il Comune ha speso sette milioni di euro per il cinema Moderno. Ora parlano di soldi risparmiati dall’accorpamento delle società partecipate, li prendano da lì. Quello che si deve capire è che non esiste città italiana che abbia una biblioteca centocinquantenaria fuori dal centro storico. La biblioteca è un biglietto da visita, punto di scambio, luogo di aggregazione. E poi ricordo anche le mille e ottocento firme che furono raccolte proprio per tenerla in via Mazzini».

L’idea di Bonifazi, fino a poco tempo fa, era quella di costruire la nuova Chelliana alla Cittadella dello studente. «In un territorio che è a rischio idraulico? Già ci hanno fatto le scuole. “Ma mi faccia il piacere” direbbe Totò”». (m.b.)

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