Il Tirreno

Grosseto

Picchiata a sangue per la collana

di Guido Fiorini
Picchiata a sangue per la collana

L’aggressione in una rivendita di vino sfuso in via Ansedonia, la vittima ha strappato i capelli a uno dei due banditi

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GROSSETO. Vilma s’è difesa come ha potuto, da terra. Ha strappato i capelli a uno dei suoi aggressori, ha scalciato, ha urlato. Ma è servito a poco.

L’hanno picchiata, le hanno strappato la collana, poi sono fuggiti, con un magro bottino rapinato in due contro una donna, peraltro non più giovanissima: è già nonna. Coraggiosa, tenace, ma già nonna. Una collana che, se riusciranno a vendere prima di finire in manette, e non ci vorrà molto, frutterà loro pochi euro, per le sigarette, il vino, magari una canna.

È successo ieri mattina, erano passate da poco le 8,30, nella rivendita di vino sfuso dell’azienda Porta al Colle, di Giovanna Barsacchi, in via Ansedonia. Hanno sede all’Ampio, vicino a Castiglione, ma i punti di vendita diretta sono a Grosseto, 4 in tutto, a Follonica, due, e all’Albinia. In via Ansedonia lavora, da tempo, Vilma Magnani. È lei che apre, che serve i clienti abituali, che gestisce il punto vendita. Solo a sera, quando l’imbrunire non consiglia di restare da soli in una zona che non è più tranquilla come un tempo, la affianca il marito, fino a chiusura.

Ieri però i due giovani l’hanno aggredita quando era da sola, quando era più facile. Pestandola a sangue fino a mandarla all’ospedale con il volto tumefatto, graffi ovunque e, soprattutto, una profonda ferita dentro. «L’hanno aggredita che aveva aperto da poco – racconta Giovanna Barsacchi, la titolare dell’azienda –. L’hanno picchiata per una collana. L’ho sentita da poco, sta un po’ meglio, la Tac ha escluso fratture interne. Ma è gonfia e dolorante».

Vilma aveva tirato su il bandone alle 8,30 e servito già alcuni clienti. Ad un certo punto sono entrati i due giovani e hanno chiesto una bottiglia di vino: «Ma ho notato – ha raccontato la vittima - che guardavano in modo strano la borsa, ho capito che c’era qualcosa di diverso, qualcosa che non andava». In un attimo, quando si sono resi conto che erano soli, l’hanno aggredita. Uno dei due l’ha colpita con un cazzotto al volto, facendola cadere a terra. Poi le sono saltati addosso. Lei ha urlato con tutto il fiato che aveva in gola, ma il popoloso quartiere dello stadio è diventato sordo all’improvviso. Così i banditelli hanno avuto la meglio: lei li ha graffiati, ha strappato i capelli a uno dei due, ma alla fine ha dovuto soccombere. Le hanno strappato la collana, quindi sono fuggiti.

«Mi ha chiamato in lacrime poco prima delle nove in cantina – racconta ancora Giovanna Barsacchi –. Non riusciva a parlare fra i singhiozzi, non riusciva a spiegare, piangeva. Siamo corsi tutti lì, abbiamo chiamato i carabinieri. Poi è arrivata un’ambulanza che l’ha soccorsa e l’ha portata all’ospedale. Abbiamo sporto denuncia, loro l’hanno sentita, si sono fatti descrivere i due ragazzotti». Pare che si tratti di due stranieri, forse nomadi, sui 25-30 anni. Uno di loro è conosciuto nel quartiere, ciondola spesso nei giardini di via Fabio Massimo. Non era la prima volta che entrava nel negozio, in un’altra occasione aveva comprato del vino, si era anche offerto di pulire le vetrate. Poi, ieri mattina, insieme ad un complice, la vile aggressione alla donna, la rapina, la fuga. Ma i carabinieri li conoscono, non andranno molto lontano. E chissà se si scuseranno con Vilma.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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