Sicurezza
Il sindaco “esiliato” riceve i concittadini nel comune vicino
Il magistrato vieta a Pierandrea Vanni di entrare a Sorano E lui invita i soranesi: «Ci vediamo giovedì a Pitigliano»
SORANO. Se Maometto non può andare alla montagna...
“Esiliato” dalla decisione della magistratura grossetana, che gli vieta di mettere piede nel paese di cui è sindaco, il sindaco invita il suo paese ad andare da lui. Con un appuntamento preciso: domani sera al Centro civico del Casone. Che si trova in comune di Pitigliano, ma a un tiro di schioppo (suppergiù tre chilometri) dal territorio che per Pierandrea Vanni è “zona invalicabile”, quello di Sorano.
Così Vanni, accusato di turbativa d’asta nell’affidamento di un incarico sul regolamento urbanistico del suo Comune, trova il modo di rivedere i suoi concittadini e soprattutto di confrontarsi con loro, dopo due settimane _ come dice lui stesso _ «di tormento e di sgomento».
«Credo che un sindaco debba metterci la faccia, e debba sempre rendere conto dei suoi comportamenti direttamente ai cittadini». Nella buona sorte è facile, nella cattiva diventa un bell’atto di coraggio. Soprattutto in tempi come questi, nei quali istituzioni e politici non sono esattamente in cima al gradimento e alla stima del popolo italiano.
«Lo so _ ammette Vanni _ ma in questi giorni ho avuto una valanga di telefonate, centinaia di attestazioni di stima e di solidarietà che mi sono arrivate una per una, via sms, via mail o per telefono. Ora ho il desiderio di incontrare tutte queste persone, di guardarle e di farmi guardare da loro negli occhi. Ho pubblicato un messaggio sul sito del Comune, ma non mi basta. Voglio confrontarmi con tutti coloro che desiderano farmi domande, parlarmi, che si aspettano da me chiarimenti. Ecco, giovedì sera dalle otto e mezza al Casone io sarò a disposizione».
Il sindaco-indagato ha voglia di ascoltare, ma _ par di capire _ soprattutto di parlare, di raccontare il succo e i contorni di questa clamorosa vicenda giudiziaria anche dal suo punto di vista.
«Parlerò della mia esperienza e spiegherò ai miei concittadini quello che sta accadendo. Mi sembra un atto doveroso, per un sindaco sui cui pendono accuse così importanti. Ma siccome io, “noto mafioso” _ ironizza amaro Vanni _ a Sorano non posso andare, allora chiedo ai soranesi di venire loro a trovare me».
Quindici giorni dopo l’avviso di garanzia, con relativa misura cautelare choc, Pierandrea Vanni sembra aver ritrovato capacità di scherzare e voglia di tornare a combattere. Tanto che, e non ha nessun problema ad ammetterlo, il pubblico faccia a faccia di domani potrebbe servirgli anche come test. Una sorta di sondaggio in presa diretta per capire se tornare sui suoi passi e ritirare le dimissioni da sindaco annunciate il 6 aprile scorso. «Sentirò l’opinione dei soranesi anche su questo, conferma. «L’incontro sarà utile per capire l’orientamento dei cittadini, dopo i tanti inviti a ripensarci che ho avuto in questi giorni».
Su un punto, in ogni caso, Pierandrea Vanni vuol essere chiaro: «Nessuna sfida, nessuna provocazione in questa scelta. Ho solo la necessità di parlare con i cittadini, ai quali come sindaco devo rispondere». Nella buona e nella cattiva sorte.
Emilio Guariglia
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