Proteste
Concordia: Schettino in aula Costa ammessa tra le parti civili
Seconda giornata dell’udienza preliminare. Il gup ammette il Codacons, tutti i naufraghi e l'avvocatura dello Stato ma respinge la richiesta di parte civile avanzata dal ministero dell'Ambiente. L'Avvocatura dello Stato chiede 37 milioni di euro di risarcimento
GROSSETO - È iniziata alle 9,45 la seconda giornata di udienza preliminare per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio del comandante Francesco Schettino e degli altri cinque indagati per il naufragio di Costa Concordia. Schettino è presente, è arrivato alle 9,30 in compagnia dei suoi legali e non ha rilasciato dichiarazioni. Nel teatro trasformato in aula, l'accusa è rappresentata dal pm Maria Navarro. Terminato l'appello, è iniziato l'esame delle eccezioni difensive sulle costituzioni di parte civile. Intorno alle 16 il gup si è espresso a proposito delle richieste di parte civile: ammessa la Costa, respinta la richiesta del ministero dell'Ambiente.
Schettino e Costa: è guerra (Ore 9,45) Subito una schermaglia in apertura dell'udienza da parte del legale del comandante. “Carnival è già stata risarcita for the ‘total loss of the ship’, vale a dire per la perdita totale dell’imbarcazione, con 508 milioni di dollari. Assurdo che Costa voglia costituirsi parte civile, per un risarcimento che ha già avuto dalla compagnia assicuratrice”. Francesco Pepe, difensore di Francesco Schettino, mostra un fax appena ricevuto. Porta la data del 26 novembre scorso ed è firmato dalla Security and exchange commission, l’organismo statunitense che garantisce la trasparenza delle società. Costa ha rilanciato giustificando la costituzione di parte civile per "il mancato guadagno provocato dalla perdita della nave".
Schettino contro il Comune del Giglio (Ore 12,30). Tra le eccezioni presentate dagli avvocati degli imputati, c'è anche quella del legale di Schettino contro la richiesta di risarcimento danni da 80 milioni di euro presentata dal Comune dell'Isola del Giglio.
Carnival e Costa risarcite con 380 milioni di euro (Ore 13,45) «È vero. La Compagnia è stata risarcita dalle assicurazioni della perdita della nave. Il fatto che chiediamo di costituirci parte civile è dovuto ad una questione tecnica per la quale finchè l'assicuratore non chiederà all'assicurato, in questo caso noi, di ottenere il pagamento dei danni, tocca alla stessa società assicurata agire in giudizio». Lo ha detto il capo dell'ufficio affari legali di Costa Crociere, Alessandro Carella, ai giornalisti uscendo dal Teatro Moderno di Grosseto in una pausa dell'udienza preliminare per il naufragio della Costa Concordia. Carella ne ha parlato rispondendo a chi gli riportava che sia avvocati di naufraghi sia la difesa di Schettino stamani hanno reso noto che la capogruppo Carnival e Costa hanno ricevuto già un risarcimento da 380 milioni di euro circa per la perdita nella nave. «Agiamo secondo una specifica disposizione contrattuale tra assicuratore e assicurato - ha detto Carella - Se non chiede il danno l'assicuratore, lo fa l'assicurato». Costa Crociere ha chiesto i danni non solo per la perdita della nave, ma anche per l'immagine e per il mancato guadagno dovuto all'indisponibilità di avere la Concordia nella flotta, una nave che - è stato ancora spiegato - ha sei anni di "vita" rispetto ad una durata prevista di 30.
Lo Stato chiede oltre 37 milioni di danni (Ore 14,30). La richiesta di oltre 37 milioni di euro è stata presentata dall'Avvocatura dello Stato come stima complessiva al momento della richiesta di costituzioni di parti civili della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei 5 Ministeri e anche del Commissario delegato all'emergenza ambientale. Nel dettaglio, per la presidenza del Consiglio dei ministri la stima dei danni è di 10 milioni di euro subiti dall'Italia come danno all'immagine internazionale, mentre il Ministero dell'ambiente ha chiesto 11,5 milioni di euro per i danni ambientali e 792mila euro per i costi di bonifica e di intervento anti inquinamento dopo il naufragio. 5 milioni di danni a tutela dell'immagine sono stati chiesti anche dal Ministero delle infrastrutture e trasporti più un altro milione e 700mila euro circa per le spese sostenute nei primi tempi dell'emergenza. Riguardo agli altri Ministeri, la difesa ha stimato il danno in 1,9 milioni di euro, gli interni 4,2 milioni, economia e finanze 262mila euro circa. Altri 2,2 milioni di euro sono i danni chiesti per le attività del Commissario delegato all'emergenza.
Costa ammessa come parte civile (Ore 16). Il giudice ha letto l'ordinanza con cui ammette le richieste delle associazioni: il gup Pietro Molino ha ammesso Costa Crociere come parte civile. Insieme alla società ci sono anche Sos Concordia, Codacons, Confconsumatori, Salvatore Ursino (ufficiale) e tutti i naufraghi. Respinta invece la richiesta di parte civile del ministero dell'Ambiente e delle altre associazioni ambientaliste tra cui il Wwf. Intanto l'udienza prosegue: si discute sulla chiamata di Costa come responsabile civile.
Costa a processo anche come responsabile civile (Ore 17,45). La Costa Crociere nel processo sul naufragio della Concordia avrà una doppia veste: il gup Pietro Molino ha deciso per la chiamata della Compagnia a "responsabile civile" dopo che l'aveva ammessa come parte civile. Nel primo caso Costa è citata per pagare i danni causati dai suoi dipendenti imputati nel processo, nel secondo chiederà il risarcimento per i danni subiti.
Udienza preliminare rinviata al 14 maggio (Ore 18). L'udienza preliminare per il processo sul naufragio della Costa Concordia è stata rinviata al 14 maggio. Lo ha deciso il giudice Pietro Molino al termine della seconda giornata. Il lungo rinvio, rispetto alle date di udienza ipotizzate, si spiega con la necessità di fare le nuove notifiche alla luce delle decisioni odierne tra cui la chiamata della Costa Crociere a "responsabile civile" nel futuro processo sul disastro navale al Giglio.
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