Il Tirreno

Grosseto

Scappavano con oro nascosto nelle mutande: arrestati e condannati

Scappavano con oro nascosto nelle mutande: arrestati e condannati

Due giovani fermati dai carabinieri a Capalbio: avevano monili e collanine rubati a una donna

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO - Avevano nascosto l’oro rubato nelle mutande. Quando però i carabinieri di Orbetello li hanno fermati all’altezza di Capalbio non si sono lasciati ingannare dalle apparenze. Da un controllo approfondito, dai pantaloni di uno dei due sono venuti fuori collanine e monili d’oro per un peso di 175 grammi e un valore di 4.500 euro, mentre in tasca i due avevano 900 euro in contanti. I carabinieri hanno dunque passato in rassegna le denunce per furto che erano state fatte ai loro uffici e hanno contattato il figlio di una donna derubata: in pratica i due avevano avvicinato la donna per strada. Le avevano detto di essere amici del figlio, che si era dimenticato di pagare l’assicurazione fingendosi anche di parlarci al telefono. E le avevano chiesto di anticipare lei i soldi per il figlio, ben quattromila euro. Erano saliti nella sua abitazione, nella zona dello stadio a Grosseto. Poi uno dei due, fingendosi marito di un orefice, aveva convinto la donna a consegnare tutto l’oro che aveva in casa. Quindi erano ripartiti alla volta di Napoli da dove erano venuti. Per i due, 27 e 30 anni, è scattata l’accusa di truffa aggravata. I due sono stati processati questo pomeriggio, il giudice ha condannato il più giovane a sei mesi con pena sospesa e il divieto di rientrare a Grosseto, mentre l’altro, che aveva addosso la refurtiva e che aveva a proprio carico numerosi precedenti, dovrà scontare una condanna di nove mesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa