Proteste
«Le impalcature ci faranno chiudere»
Grido d’allarme dei negozianti dei portici di piazza Dante: iniziate i lavori dopo l’estate, altrimenti non ce la faremo
GROSSETO. L’ordinanza firmata ieri dal sindaco Emilio Bonifazi (con la quale si intima i proprietari dello stabile di iniziare i lavori di ristrutturazione entro quindici giorni) relativa alla messa in sicurezza del palazzo Severi tra via Manin e piazza Dante, ha provocato una levata di scudi dei commercianti che lavorano nella zona ed in particolare quelli che hanno le loro vetrine sotto i portici. L’ordinanza si è resa necessaria dopo che, nei giorni scorsi, è caduto un pezzo di cornicione ed è crollato anche parte di un solaio all’ultimo piano.
«Un cantiere aperto da maggio a luglio, e forse agosto e settembre, visto che per la chiusura si è parlato già di luglio inoltrato – tuonano - nel momento migliore per il turismo, ucciderebbe le nostre attività».
«Nei mesi scorsi – dicono i titolari della gelateria “0564”, aperta da pochi mesi – abbiamo già dovuto sopportare i lavori i disagi per la costruzione della rampa del Duomo. Un’altra gabbia, proprio davanti ai nostri negozi, con tanto di gru e casottino del cantiere, non sarebbe sopportabile. Già ci creano problemi le transenne come sono messe in questi giorni, figuriamoci il resto».
I commercianti di piazza Dante, alle prese come gli altri con una crisi senza fine, non accettano proprio di avere impalcature, operai e transenne, che rischiano di tenere lontani clienti e turisti proprio quando gli incassi potrebbe cominciare ad essere soddisfacenti. Fra l’altro tutto il portico di piazza Dante, che dovrebbe essere il salotto buono del centro, è in pessime condizioni, con intonaco da sistemare e fili ciondolanti.
«I mesi di maggio, giugno, luglio e agosto – sottolinea Adriano Meacci di “North Sails” – sono fondamentali per la nostra attività, per la presenza di molti turisti, in particolare stranieri, che si fermano a fare shopping, per gustare i nostri piatti, mangiare un gelato o degustare i vini maremmani. E’ una vicenda delicata, in cui la controparte, la Desfin (la società della farmacia Severi, ndc), e l’amministrazione comunale, dovranno cercare di accontentare tutti. Sarebbe meglio trovare una soluzione provvisoria».
E una proposta arriva proprio dalla gelateria “0564”: «D’accordo che sono caduti pezzi di cornicione e si è messa a rischio l’incolumità dei passanti, ma il pericolo non è poi così grosso. Sarebbe il caso di mettere in sicurezza il tetto, il cornicione e la facciata per evitare rischi imminenti, per poi rimandare l’apertura del cantiere a fine estate, magari già da fine agosto, se proprio si vuole evitare l’arrivo delle piogge. In questa maniera si consentirebbe ai locali della zona di lavorare tranquillamente e di prendere una boccata d’ossigeno».
«Finora è stata dura, ma con l’arrivo delle belle giornate – proseguono – qualcosa comincia a muoversi, ma se il 22 aprile si dà veramente il via ai lavori di sistemazione del palazzo, per noi sarà la morte. E chissà se a settembre, quando verranno rimosse le impalcature, ci saremo ancora tutti».
Un grido d’allarme, al quale dovrà essere data al più presto una risposta, visto che già il centro storico sta attraversando una profonda crisi per la sua attività principale, il commercio.
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