Il dolore
Chiude l’ultimo negozio Il paese rischia di morire
A Montelaterone non ci sono più trasporti pubblici, posta, alimentari Alcuni abitanti invocano l’aiuto del Comune di Arcidosso. Altri gettano la spugna
ARCIDOSSO. Chiuso, a Montelaterone, l’ultimo bar, bazar, negozio tutto fare, chiuse le poste e le strade vicinali e comunali sono in pessime condizioni. I problemi sociali di Montelaterone sono tantissimi e il paese non deve arrivare al collasso.
Questi i cahiers de doleances presentati al sindaco di Arcidosso e alla sua giunta, l’8 aprile alle 21, nei locali dell’ex palestra di Montelaterone nel corso di una riunione richiesta dai cittadini e di cui hanno tirato le fila Stefania Cassani e Andrea Pallari.
Un incontro che ha lasciato alla Cassani e al Pallari un po’ di amaro in bocca, visto che i montelateronesi hanno, praticamente disertato la riunione in cui, invece, sono intervenuti sindaco Landi, vicesindaco Lazzeroni, assessore Camporesi, che per quel che riguarda la viabilità hanno dato ai cittadini della frazione, risposte speranzose.
«Un impegno di massima c’è stato da parte del Comune – spiega Cassani – e gli amministratori hanno assicurato interventi nella viabilità vicinale e comunale secondo precise priorità. Anche noi cittadini, abbiamo promesso, potremo compartecipare in una fase di passaggio amministrativo, perché tutte le problematiche delle strade dovranno passare all’Unione dei Comuni».
Questo, però, non è il solo punto dolente della vita paesana. Quello che risulta pesante da vivere e da digerire è la lenta decadenza del paese, privato, ormai di tutti i servizi essenziali. «È stato chiuso l’ultimo negozio nel centro – spiega la Cassani – che costituiva, con l’ufficio postale anch’esso chiuso, uno dei punti di aggregazione forti del nostro paese. Un piccolo emporio dove i nostri vecchi, che sono la maggioranza dei 300 abitanti, trovavano l’essenziale. Adesso dobbiamo fare i turni per la spesa e non abbandonarli. Il Comune ha promesso che forse sarà possibile aprire un punto dove ragazzi del servizio civile, per 30 ore settimanali, possano mettersi a disposizione del cittadino. Pensiamo a certificati, a richieste di analisi, a servizio che prima espletava la posta. Adesso, prosegue la Cassani, il Comune manda tre volte alla settimana il pulmino per accompagnare gli anziani ad Arcidosso. Ma c’è tantissima gente che non può prendere il pulmino e circolare in sicurezza nel capoluogo. Insomma il minibus è una mezza risposta per un borgo che non vuole morire e invece sta perdendo vigore e coesione».
Un problema pesante di cui tutti parlano e si lamentano. «I vecchi – spiega la Cassani – perché incapaci di sopravvivere da soli se non ci fossimo noi giovani. I giovani perché vedono lentamente sgretolarsi un vero gioiello ambientale e sociale e vorrebbero salvarlo. Ho un grande rammarico, poi. Alla riunione mancavano in tanti, soprattutto quelli dell’associazione che invece avrebbe dovuto essere presente. Non si può pensare solo alle feste e alle sagre ma bisogna attrezzarci per non far morire questo paese».
Intanto una buona notizia: da qualche giorno sono cominciati i lavori per il restauro del palazzo comunale, le ex scuole, di Montelaterone, per il rifacimento del tetto e la messa a norma delle stanze messe finora a disposizione delle associazioni richiedenti.
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