La manifestazione
Minacciato di morte col cacciavite
Quattro malviventi acrobati scalano una parete e rapinano in casa un 57enne. Inseguiti a 200 all’ora, finiscono in manette
GROSSETO. Uno gli punta un cacciavite in gola, gli altri rovistano per tutta la casa in cerca febbrile di una cassaforte che non esiste. «Uccidilo», incitano per fargli confessare dove sia il nascondiglio. Mettono a soqquadro l’appartamento, poi si danno alla fuga ma una pattuglia della polizia li intercetta: in quattro vengono inseguiti e arrestati dalla squadra Volanti e dalla Stradale che li ha bloccati dopo un folle inseguimento a 200 chilometri all’ora sull'Aurelia nord, finito - per fortuna - senza feriti.
Un’ora di terrore puro per un grossetano di 57 anni che abita tra via del Sabotino e viale Europa: l’incubo si materializza venerdì alle 21,30 circa, quando lui - tranquillo impiegato del 1956, sposato - è a casa solo (la moglie è fuori e dovrebbe tornare di lì a poco). Praticamente già dorme quando, senza sentire alcun rumore, viene “svegliato” da un pugno in faccia. Tre malviventi sono saliti al primo piano dove lui abita, arrampicandosi lungo i tubi del metano che corrono sulla parete esterna del palazzo e intrufolandosi in casa. Un quarto uomo li aspetta giù in macchina. Sono tre stranieri e un italiano (toscano) di 21, 30 e 17 anni, che atterrano nel suo terrazzino e armati di cacciavite forzano un infisso di legno entrando in salotto. Vanno dritti in camera da letto e uno di loro sferra il pugno al volto alla vittima; da lì in poi è un’escalation di violenza pura. L'uomo è voltato a capo all’ingiù - il collo, il viso e la testa sono premuti forte per non farlo girare - e con un cacciavite di 15 centimetri è tenuto prigioniero, mentre gli altri frugano dappertutto, rovesciano i cassetti, vogliono soldi. «Dov'è la cassaforte?», urla il rapinatore armato di cacciavite, ma gli altri pure gridano, incitano di ucciderlo se lui non dice dove sia. «Ammazzalo, ammazzalo». Sono minuti concitati e che paiono volgere al peggio, perché in casa non c’è alcuna cassaforte, e loro sembrano non crederci. Cresce il nervosismo, ma alla fine i rapinatori prendono quel che trovano senza spargere sangue: si tratta per lo più dei gioielli della moglie. Tre orologi, un girocollo di perle, una collanina, tre anelli, orecchini e medagliette, bottino circa 2mila euro. Poi, così come sono entrati, se ne rivanno calandosi giù dal balcone del primo piano dov’erano passati strisciando lungo i tubi. Raggiungono il compagno di 58 anni in macchina e scappano via. Ancora sotto choc, il grossetano - pieno di lividi al viso, con un taglio al collo inferto dal cacciavite - chiama la polizia, «mi hanno rapinato». E gli agenti, che già sono a fare controlli in città, si precipitano sul posto. Di più: in tempo record, avendo già incrociato poco prima una macchina sospetta, una Nissan con i quattro a bordo - non faticano a intuire che i rapinatori siano proprio loro, quelli dell’auto incontrata da poco. Gente tenuta d’occhio perché con precedenti alle spalle. Due volanti della polizia intercettano la macchina dei malviventi e - intorno alle 22,30 di venerdì sera - inizia un folle inseguimento per tutta la città, che poi sfocia fuori Grosseto. La macchina viene rincorsa dalle due auto dei poliziotti per mezza città, poi lungo la variante, quindi per l’Aurelia nord, direzione Follonica. A 200 chilometri all’ora. I rapinatori sfrecciano senza fermarsi, e vengono bloccati solo all’altezza della città del golfo, lungo la carreggiata, dopo circa 20 minuti di rocambolesca fuga, grazie anche a un rinforzo della Polstrada. Tre di loro - un serbo di 21 anni, un macedone di 30 e un italiano di 58 anni - sono subito arrestati e si trovano in carcere a Grosseto in attesa di convalida. Il minorenne, un 17enne italiano di origine straniera, è stato portato al carcere minorile di Firenze. La vittima, ancora sotto choc, è andato al Pronto soccorso di Grosseto dov’è stato medicato per le tumefazioni al viso e la ferita inferta dal cacciavite. Nella stessa zona, via del Sabotino, a gennaio era stata rapinata una tabaccheria.
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