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Grosseto

Lucia, presidente senza stipendio «Ma non è giusto»

Lucia, presidente senza stipendio «Ma non è giusto»

La Venturi dirige il parco della Maremma senza indennità «Però abbiamo responsabilità, un compenso è normale»

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ALBERESE. Lucia Venturi è presidente del Parco regionale della Maremma da quasi un anno. Lo fa a titolo gratuito, al pari dei colleghi che guidano i parchi di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e Alpi Apuane. Da qualche giorno è stata eletta alcoordinatore di Federparchi Toscana. Un riconoscimento che attesta il buon lavoro svolto ad Alberese, la stima e il rispetto guadagnati sul campo a partire dal mondo politico (che l’aveva accolta come una mosca bianca), da parte del direttivo che presiede, ma soprattutto di coloro che il parco lo vivono ogni giorno e ci lavorano: i cittadini, gli operatori economici, gli ospiti. Insomma una sorpresa positiva. Nella primavera dell’anno passato, a onor del vero, l’avevano detto sia il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi che il predecessore Giampiero Sammuri: «Lucia Venturi sorprenderà tutti per competenza, idee, determinazione, presenza». E così è stato. Ieri siamo andati a trovarla, ad Alberese.

Nonostante la crisi è un buon momento per il Parco della Maremma. «Sì, mostriamo una certa vivacità. C’è carne al fuoco, idee, novità negli accessi, nei percorsi. A volte non è facile arrivare al traguardo prefissato, allineare tutti, ma devo dire che l’Ente parco ha una struttura che ti mette in condizione di fare, di lavorare bene. La salute del Parco nasce da chi ci sta dentro, da chi lo rappresenta ogni giorno, da chi fa front-office».

Un anno dopo sembra che tutti abbiano dimenticato che lei è la stessa su cui erano state espresse perplessità in quanto esponente di Legambiente, fuori dai partiti. «(Sorride) Adesso pare che essere fuori dai partiti risulti paradossalmente un plusvalore. Le riserve di un anno fa ritengo che non fossero sulla persona ma semmai sul curriculum. C’erano timori su presunti peccati originali, sulla mia provenienza. Non ho mai replicato, non inizierò adesso».

Giornalista, esperta di comunicazione, eppure a volte dà come la sensazione di preferire il basso profilo. «È un po’ il mio carattere. Non si cambia a 50 anni in virtù di un nuovo ruolo”.

Lei, quindi, non percepisce indennità, giusto? «Esatto, tutti i tre presidenti dei parchi regionali toscani non ricevono indennità. Siamo gli unici in Italia e in Europa. Adesso mi hanno eletta a sindacalista dei parchi toscani e spero che la partita, con il governatore Rossi, possa essere riaperta. Anche se mi è sembrato determinato e mi rendo conto che non è il massimo chiedere per sé a questi chiari di luna. Comunque il primo aspetto da chiarire è: la Regione ritiene i presidenti dei parchi figure necessarie oppure cariche onorifiche? Se non servono è giusto eliminarli e individuare un’organizzazione e una governance diversa. Se invece i presidenti servono allora è giusto retribuirne le funzioni».

Parliamo di queste funzioni? «Il presidente coordina e presiede il direttivo, detta gli indirizzi, ha l’onere della rappresentanza legale, incontra le categorie, le organizzazioni territoriali. È l’interlocutore della Comunità del parco. Io vedo che non è mai abbastanza il tempo che trascorro ad Alberese. In Italia tutte le altre regioni (anche Lombardia, Piemonte o Emilia Romagna che contano decine di parchi regionali) hanno scelto di mantenere le indennità per i presidenti in virtù delle responsabilità legate alle funzioni elencate. E ministeri e ragioneria di Stato, dopo averle soppresse, sono tornati sui propri passi».

Quanto costerebbe l'indennitá ai presidenti? «Poco. La somma delle indennità per i tre presidenti di Maremma, Apuane e San Rossore potrebbe arrivare in totale a circa 48 mila euro all’anno lordi. E questo sarebbe un risparmio? Ho sempre pensato che nel dibattito sulla caduta delle nostre indennità non si avessero chiare le cifre. Non mi sono lamentata fino a oggi e non avrei iniziato a farlo adesso se non mi avessero investito del ruolo di coordinatore Federparchi».

Quali sono gli altri punti del suo programma? «Innanzitutto mantenere alta l'attenzione sul ruolo dei parchi in Toscana e far crescere la consapevolezza che i parchi sono un investimento: economia ecologica, turismo sostenibile, insomma il ruolo che hanno come riserva di capitale naturale che può e deve essere messo a frutto. La Regione va stimolata a mettere a punto al più presto la modifica della legge di settore che ha ormai 18 anni e che necessita di una sostanziale manutenzione, magari integrandola con le norme che riguardano la tutela della biodiversità».

E per il Parco della Maremma quali sono i piani per il futuro? «Vogliamo che sia vissuto come un occasione per la Maremma. L'obiettivo è quello di estenderlo anche al mare lavorando all'istituzione dell'area marina protetta dei Monti dell'Uccellina. Una scommessa da vincere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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