Gioco
L’unità dell’Amiata? Può cominciare dal “conciliatore”
Michele Nannetti lancia la proposta al versante senese «Arcidosso sia la sede accorpata del servizio»
ARCIDOSSO. Michele Nannetti, auspicando un’unione fra i due versanti del Monte Amiata, chiede di “raddoppiare” ad Arcidosso l’organismo di conciliazione: non solo per i comuni del versante grossetano, ma anche per quelli del versante senese.
In questa direzione il consigliere dell’Unione Amiata grossetana presenterà al vaglio dell’assemblea una proposta per chiedere alla Cciaa di Siena di stipulare una convenzione con l’Unione stessa perché anche per i comuni del Senese vi sia la possibilità di utilizzare un organismo di conciliazione, ai sensi del Decreto legislativo 2010/180.
Uno, per ora, già c’è, al servizio dei comuni amiatini della provincia di Grosseto.
«Qualche mese fa _ spiega Nannetti _ l’Unione dei Comuni dell'Amiata Grossetana, ispirata da una mia iniziativa, ha concluso una convenzione con l’Organismo di conciliazione presso la Cciaa di Grosseto per la creazione di un distaccamento con sede in Arcidosso. Al fine di coalizzare la funzione tra i due versanti e per “servire di conciliazione” anche l'utenza del versante senese della montagna, al prossimo consiglio dell’Unione presenterò una proposta di deliberazione anche in vista della auspicata fusione istituzionale e amministrativa del Monte Amiata».
Ma di che si tratta, in concreto? Si tratta di un organismo pubblico di conciliazione riconosciuto dal ministero di grazia e giustizia, gratuito per le istituzioni perché pagato dalle parti. «Va tenuto presente _ chiarisce Nannetti _ che d’ora in avanti per una grandissima quantità di questioni va tentata la conciliazione, comprese le liti condominiali e gli incidenti d’auto. Ebbene, soprassedendo sull’andamento legislativo altalenante che lo ha caratterizzato negli ultimi tre anni circa, mi preme ricordare come il sistema di tentare una conciliazione per risolvere una questione tra le parti, già diffuso da decenni in molti Paesi del mondo, stia pian piano ingranando culturalmente anche in Italia. Tale funzione viene svolta da organismi specifici, pubblici o privati, riconosciuti e autorizzati dal ministero della giustizia. La nostra Unione del versante grossetano ha già ottenuto questo organismo. Ora lo propongo anche per i comuni del versante senese. Unica strada, quella di proporre anche alla Cciaa di Siena una convenzione con la nostra Unione per stabilire un distaccamento del proprio organismo ad Arcidosso, in tandem con quello della Cciaa di Grosseto. Tale iniziativa, che spero verrà approvata, sarebbe a costo zero, visto che mezzi e personale sono già stati predisposti e bastano e avanzano per “ospitare” anche Siena».
Ma cosa occorre per diventare conciliatori? «Questa richiesta, se autorizzata dal ministero, darebbe la possibilità a molti giovani di diventare conciliatori: si deve essere laureati e basta una laurea triennale. Occorrono 54 ore di formazione e questo dà il titolo per svolgere l’attività di conciliatore».
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