Il dolore
«Discordanze nel racconto dell’accompagnatore»
GROSSETO. Raffaele Bertolini e Rodica Cristea, i genitori di Isabella, non hanno alcun desiderio di rivalsa, nei confronti di alcuno. E vogliono che questo emerga chiaramente. Ma chiedono che si vada...
GROSSETO. Raffaele Bertolini e Rodica Cristea, i genitori di Isabella, non hanno alcun desiderio di rivalsa, nei confronti di alcuno. E vogliono che questo emerga chiaramente. Ma chiedono che si vada fino in fondo nelle indagini, che a loro giudizio rilevano degli elementi non chiari.
Per opporsi alla richiesta di archiviazione, i genitori si sono affidati all’avvocato Adriano Galli e all’ingegner Andrea Guidetti, quest’ultimo appassionato sub. E Guidetti ha stilato una relazione che si concentra sulla figura dell’accompagnatore. Perché questi aveva dichiarato di aver perso Isabella per un minuto al massimo, quando invece il computer che aveva in dotazione (la ragazza non l’aveva e dunque non avrebbe nemmeno potuto immergersi proprio perché carente in questo tipo di apparecchiatura) parla di otto minuti. Un computer sottoposto a perizia. Insomma, ci sono discordanze che a giudizio della difesa meriterebbero approfondimenti.
Come, a giudizio dell’avvocato, merita di essere approfondito il comportamento del comandante dell’imbarcazione, per capire se ha sentito le grida di una donna oppure no. La posizione di un comandante è diversa da quella di un semplice passeggero. La difesa dei genitori chiede anche di sapere se ha un rilievo dal punto di vista penale la figura del capogita, che aveva rifiutato l’ausilio di un istruttore e di una guida per tutto il gruppo.
Insomma, per Isabella - come per tutto il gruppo - sarebbe servita una custodia maggiore. Perché (come si vede anche dal filmato del sub soccorritore riemerso) il mare quel giorno era agitato, al punto che i testimoni ricordano che era cambiato il luogo dell’immersione. (p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
