Il Tirreno

Grosseto

Tre mesi di transenne al palazzo in piazza Dante

di Maurizio Bernardini
Tre mesi di transenne al palazzo in piazza Dante

Dopo il crollo il proprietario, dottor Severi, pronto a fare i lavori necessari Il sindaco prepara l’ordinanza dopo che aveva avvertito del pericolo

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GROSSETO. Il sindaco l’aveva accennato durante la conferenza stampa di martedì scorso: «Ci sono molti edifici malmessi, anche in centro: guardate lì – diceva indicando dalla finestra del suo ufficio il palazzo che ospita diversi studi medici e la farmacia Severi – la facciata sarebbe da rimettere a posto. Ma è di privati, vedremo come intervenire».

Il fatto. Due giorni dopo, erano da poco passate le sei del pomeriggio, proprio da quell’edificio si è staccata una parte di cornicione e qualche pezzo d’intonaco. Per fortuna nessuno si è fatto male. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e già nella tarda mattinata di ieri la temporanea messa in sicurezza era fatta a dovere. Ma c’è dell’altro: all’ultimo piano del palazzo il danno più grosso (una ventina di metri quadrati) l’ha fatto una trave che, logorata dalle infiltrazioni, ha rotto il solaio ed è venuta giù schiantandosi dentro l’appartamento. Locali per fortuna disabitati e tragedia scampata.

Il retroscena. Ma come mai i lavori di ristrutturazione dell’edificio sino a oggi non sono stati eseguiti? Lo stabile è formato da tre piani: quello terreno (della farmacia) è di proprietà della Desfin, società riconducibile alla famiglia Severi. Primo e secondo piano (ospitano studi medici) sono anche questi di proprietà dei Severi. Il livello più alto è infine al centro di un’eredità contesa. E pare siano proprio i proprietari dei locali al terzo piano ad aver sempre negato il via ai lavori.

Il sindaco. Questi i fatti. E adesso? Anzitutto il sindaco Bonifazi annuncia l’immediata emissione di un’ordinanza che spinga i proprietari del palazzo a ristrutturare l’edificio e a mantenerlo in sicurezza. Sì, perché il primo cittadino ora - ci sono anche le relazioni dell’ufficio tecnico del Comune, pompieri e polizia municipale - ha gli strumenti per poter intervenire. Senza un reale e urgente pericolo per l’incolumità pubblica, infatti, il capo della giunta non può emettere ordinanze vincolanti: prima che accadano fatti simili e che ci siano prove “evidenti” l’unico strumento che ha tra le mani l’amministrazione è la lettera di cortesia. Ovvero una missiva in cui si invita il privato a sanare una situazione inadeguata. Un qualcosa di bonario insomma. A dirla tutta c’è però da far notare come anche le ordinanze abbiano in sé limiti profondi: l’ha ammesso Bonifazi stesso: «A volte basta che mettano un paio di transenne e qualche toppa di cemento. Non puoi obbligare un privato a rifare di tutto punto la facciata». È il discorso delle colonie e della rotonda di Marina, fatiscenti e abbandonate, o dell’ex Marraccini: fior di ordinanze sono state spese dall’amministrazione lungo gli anni. Pochi i risultati apprezzabili.

Severi. «Sono ben disponibile a fare i lavori» si limita a poche parole il commento del dottor Andrea Severi, proprietario della farmacia ospitata al piano terreno del palazzo. E infatti pare che il preventivo della ristrutturazione sia già pronto e chiuso in un cassetto da diverso tempo. «Il 22 aprile – dice Antonio Lauria, responsabile dell’impresa edile cui è stato affidato il rifacimento di tetto e facciata del palazzo - inizieremo i lavori. Dureranno tre mesi».

Imbarazzante. Quel che resta di tutta questa faccenda è la fotografia di un centro storico imbarazzante. Dalle parti di quello che dovrebbe essere il salotto buono della città si sbriciolano palazzi come fossero di marzapane. E per fortuna nessuno si è trovato a passare da quelle parti mentre il cornicione veniva giù. Altrimenti adesso saremmo qui a raccontare tutta un’altra storia. Gli operai saranno attorno al palazzo della farmacia Severi fino a luglio inoltrato. Una beffa per la bella stagione e per quel Maremma Wine e Food Shire ormai alle porte. Ultimissimo richiamo va fatto alla “premonizione” del sindaco: martedì aveva richiamato l’attenzione sullo stato dell’edificio. Giovedì il palazzo ha iniziato a sgretolarsi. «Nessuna premonizione – ha chiarito, sorridendo - sono anni che parlo di quella come di altre realtà a rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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