La manifestazione
«Io, vittima di travisamenti e sospetti»
L’architetto Perin: nulla contro di me, sono sereno, qualcuno dovrà farsi carico dei danni causati alla mia persona
GROSSETO. «Non vi sono intercettazioni a mio carico, non sono mai citato in alcuna intercettazione, non ho mai inviato messaggi, ne ho ricevuti due ai quali non ho mai risposto; sono vittima di palesi travisamenti e di ingiustificati sospetti, per i quali ho subito la privazione della mia libertà».
Lungo documento. Legge, Luca Perin. Legge un lungo documento in cui spiega, distingue, ripercorre. Usa metafore, individua parallelismi. Accusa, anche. «Dei danni che sto subendo alla mia persona e alla mia onorabilità umana e professionale per fatti che mi vedono palesemente estraneo qualcuno dovrà farsi carico, lo dico senza alcuno spirito di rivalsa». Legge seduto a fianco del suo difensore, l’avvocato Andrea De Cesaris, nello studio di quest’ultimo. Legge e parla all’indomani della notifica dell’ordinanza che gli modifica i domiciliari in un divieto di dimora a Sorano. È indagato per falso e turbativa d’asta per l’assegnazione dell’incarico per il regolamento urbanistico.
Fretta inusuale. Architetto, non è troppo presto per parlare? Le indagini sono ancora in corso... «Io ho dormito tranquillamente, senza medicinali. Non potevo uscire e basta. Mi hanno portato via i pc dall’ufficio, a casa non hanno trovato nulla. Sono sereno e ciò mi dà forza». Perin fa riferimento anche ai suoi incarichi per il Consorzio del Parco, cita i suoi figli, la sua compagna. Interviene De Cesaris: «Sono stato dubbioso fino a mezzogiorno su questa iniziativa e capisco che possa sembrare una fretta inusuale, in ossequio al principio che il difensore deve parlare per ultimo. Ma faccio eccezione proprio perché non c’è nulla. Non pregiudichiamo la posizione di nessuno. E alla fine di tutto chiedo: ma che c’è di male ad andare a fare una consulenza al funzionario di un Comune?».
Domiciliari eccessivi. Ma non c’è solo questo. «Siamo rimasti interdetti - aggiunge De Cesaris - dall’ordinanza che modifica i domiciliari. Perché si dice che il quadro indiziario è confermato e che adesso i domiciliari sono eccessivi. Ma se non è cambiato nulla, perché dare gli arresti l’altra settimana? Anche se per noi è positiva in vari aspetti, impugneremo l’ordinanza di fronte al Tribunale della libertà». Lo farà anche Roberto Burzi, legale di Simona Boncori, che si dice comunque soddisfatto, «perché i domiciliari erano eccessivi».
Il significato del mio no. Perin precisa che è e rimane amico e collega di Andrea Pistolesi ma spiega che non è giusto parificare le due posizioni. E poi parte in quarta per sottolineare l’aspetto principale: il punto 3 della delibera 104: «Ero sotto contratto con il Comune proprio in forza del punto 3 della convenzione, fino al dicembre 2011: il 5 dicembre è stata emessa regolare fattura e io l’avevo già consegnata il 4 ottobre scorso, quando ero stato sentito a sommarie informazioni dalla Procura. Quel giorno avevo risposto “no” a una domanda sul bando per l’affidamento per l’incarico del nuovo Regolamento urbanistico: ma il mio era un no riferito ad incontri avuti solo dopo l’emanazione del bando, coè il 14 dicembre. E si capisce leggendo la domanda. Cosa ci voleva a chiamarmi e farmi precisare? Invece da questo travisamento, cioè l’aver considerato il mio no come relativo al periodo febbraio-dicembre 2011, ha pregiudicato la mia libertà».
Come un film. «Questa storia ha dell’incredibile. Come in un film, ma non sapevo che ero attore protagonista. Fortunatamente non ho dovuto recitare per dire che non è il mio ruolo. Mi sono sentito come nella pubblicità “ti piace vincere facile?”: undici da una parte, mille dall’altra. È stata un’operazione senza anestesista, quando sono arrivati i finanzieri a casa, per quanto educati. Bastava una pasticca, uno sciroppo, nemmeno un antibiotico. Non ci sto, voglio giustizia».
Quaderno nero. Perin ricorda che gli incontri con il Comune erano indicati in quello che nell’ordinanza viene indicato il “quaderno nero” di Pistolesi: «Era un semplice Moleskine, che tutti sanno essere nero sulla copertina. Ma fa sempre un certo effetto scrivere “ritrovare il quaderno nero” invece che quaderno degli appunti».
Interessi e sacrifici. «Sorano è una splendida località ma non è Portofino, non ci sono interessi rilevanti. Bisognerebbe ringraziare chi ci vive e chi l’amministra per averla mantenuta così».
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