Trasporti
«Il rischio debitorio di Schettino è oggettivamente massimo»
GROSSETO. No al dissequestro della moto e dei quattro beni immobili di Francesco Schettino, che lunedì arriverà a Grosseto per partecipare all'udienza preliminare nel quale sarà deciso il suo destino....
GROSSETO. No al dissequestro della moto e dei quattro beni immobili di Francesco Schettino, che lunedì arriverà a Grosseto per partecipare all'udienza preliminare nel quale sarà deciso il suo destino. Il tribunale del riesame di Grosseto ha depositato le motivazioni con le quali ha respinto la richiesta del comandante di Costa Concordia dopo l'udienza tenuta mercoledì e il cui dispositivo era stato subito anticipato. Il collegio (Addimandi presidente, Pedone, Muscogiuri relatore) ha ritenuto non fondate le contestazioni della difesa, che criticava tra l'altro anche le modalità con le quali era stato attuato il sequestro conservativo dei beni (carabinieri e non ufficiale giudiziario, affissione di cartelli e non semplice notifica del provvedimento). I giudici ravvedono «il concreto pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali nella situazione di potenziale depauperamento del patrimonio del debitore, che quest'ultimo potrebbe essere indotto a realizzare (nel contesto di una manovra lungamente e accuratamente pianificata oppure anche sbrigativamente allestito in un momento di sconforto) al cospetto del rischio di una condizione debitoria assolutamente e oggettivamente esorbitante le sue possibilità di conservare il pregresso tenore di vita».
I giudici non solo ravvisano il "periculum in mora", ma respingono l'istanza difensiva secondo la quale ci sarebbe una «evidente sproporzione tra il valore economico dei beni sequestrati e l'entità del credito erariale»: il collegio osserva al contrario che «l'ammontare del credito erariale a tutela del quale è stato stabilito il sequestro - finora certificato in atti nella misura di circa mezzo milione di euro - è destinato ad accrescersi nel futuro decorso del procedimento (ancora soltanto in fase di udienza preliminare) in una misura che allo stato non è possibile quantificare ma che, in considerazione della straordinaria complessità oggettiva e soggettiva della vicenda processuale, pare tutt'altro che irragionevole prevedere possa assestarsi nella misura di un multiplo della somma suddetta». Il gup Molino ha ordinato il sequestro conservativo dei beni «fino a concorrenza dell'importo di 494.068,05 euro» che corrisponde, osserva il Tribunale, «all'ammontare delle spese di giustizia finora sostenute per la celebrazione del procedimento penale».
E per il futuro non vi è certezza. Perché non è calcolato e non è calcolabile «l'ammontare del danno risarcibile, che è suscettibile di essere azionato nei confronti dell'imputato ad iniziativa di ognuno degli innumerevoli soggetti che ne avessero titolo». E non è possibile che «l'imputato superi economicamente indenne, ossia senza alcun radicale deterioramento delle proprie condizioni di vita finora benestanti, l'eventuale esito anche soltanto in parte sfavorevole delle azioni penali, erariali e civili esercitabili nei suoi confronti». Il rischio debitorio di Schettino è «oggettivamente massimo, poiché anzitutto proporzionale all'enorme entità del suo potenziale ammontare», trattandosi di «uno dei più tragici e calamitosi disastri navali dell'ultimo secolo». (p.s.)
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