Il Tirreno

Grosseto

Si getta dal 3º piano e muore sul colpo

di Elisabetta Giorgi

CAPALBIO. Sul web restano le immagini delle ultime serate con gli amici, l’allegria, la spensieratezza, gli abbracci e i baci appassionati con la fidanzata. Poco più sotto esplodono i commenti...

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CAPALBIO. Sul web restano le immagini delle ultime serate con gli amici, l’allegria, la spensieratezza, gli abbracci e i baci appassionati con la fidanzata. Poco più sotto esplodono i commenti disperati di ieri, «ci mancherai», l’incredulità e lo stupore. «Ciao Fabio».

Fabio Pasquino Ciotti, di Borgo Carige, aveva solo 26 anni. Amico di tutti, carattere buono, mite e tranquillo, un amico per tutti, se n’è andato ieri mattina all’alba, nel letto della sua casa dove viveva con i genitori e dove ha combattuto con tutte le sue forze contro un male terribile; un male che ha provato a curare con il coraggio di un leone, ma che non gli ha lasciato scampo. Due anni di sofferenza e calvario; ieri è finita.

Per tutti “Fax”, come ricorda affettuosamente il sindaco Luigi Bellumori sconvolto, Fabio era nato a Roma nel 1987 e viveva a Borgo Carige con la famiglia. Tre persone perbene e benvolute, molto conosciute e che gli sono state vicine fino alla fine, a partire dal giorno in cui il male ha iniziato a far capolino un paio d’anni fa, per poi gradualmente peggiorare. Il padre, Roberto Ciotti, è dipendente dell’Asl e impiegato all’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello, la madre Tiziana è casalinga. Fabio lascia anche una sorella, Cristina, e una fidanzata che ricorre sorridente in tutte le sue foto postate su Facebook. Scene di spensieratezza, tenerezza e amore appassionato, dove la coppia si fa fotografare da sola o in compagnia di amici. Magliette colorate, sorrisi, viaggi, l’immancabile pizzetto, a volte una piccola collana che affiora dalla camicia.

Da studente Fabio ha frequentato le scuole superiori a Grosseto; per il resto è sempre stato attaccatissimo a Borgo Carige e al territorio capalbiese dove ha coltivato il lavoro, le passioni e gli hobby. Grande tifoso della Roma, amante dello sport, ha giocato a calcio nella squadra del Capalbio e nelle file di una piccola grande squadra locale, quella della Torbiera, in Terza categoria. Ultimamente non si allenava più, ma era comunque rimasto molto attaccato ai suoi amici giocatori, che frequentava e “ammirava” da tifoso. Dopo le superiori ha svolto vari lavori: in un bar, un autogrill vicino a Capalbio scalo, in una polisportiva dove ha fatto il barista. Anni fa è stato tentato anche dalla politica, sempre nel borgo capalbiese. Tantissimi interessi, insomma, che hanno composto un’esistenza brillante e vivace, stroncata per sempre ieri mattina all’alba. Erano le 5.

Le sue condizioni nelle ultime settimane erano precipitate, e chi gli è stato vicino sospettava che la morte sarebbe stata imminente. Così è stato. All’alba la notizia ha rapidamente percorso il territorio capalbiese, arrivando anche a Orbetello. Nel corso della giornata gli amici e i compagni di squadra si sono stretti nel più rigoroso e comprensibile mutismo, nella disperazione. Nessun commento. Ma intanto stanno organizzando una raccolta fondi in sua memoria, invitando chi parteciperà al funerale a non comprare fiori ma a fare opere di bene: progetti di lotta e cura contro le malattie, per esempio. Sotto choc, il sindaco Bellumori commenta con poche frasi. «È un dramma per tutta la nostra comunità - spiega con un filo di voce - Noi del Comune siamo vicini alla famiglia, di più non riesco a dire niente, mi mancano anche le parole». I funerali sono oggi alle 16 nella chiesa di Borgo Carige.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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