Attenzione
«Niente studi sull’impatto, solo interessi»
Il vicesindaco si scaglia contro l’approvazione del tracciato blu dell’autostrada da parte della Regione
ORBETELLO. «Hanno voluto legare il somaro dove voleva il padrone». Marcello Stoppa usa questa metafora, che identifica nel padrone il presidente della Regione Enrico Rossi e l’ex sindaco orbetellano ed ex ministro ai trasporti, Altero Matteoli, per scagliarsi contro l’approvazione del tracciato autostradale blu.
È uno sfogo in piena regola quello del vicesindaco e assessore al turismo del comune di Orbetello, che punta ad accendere i riflettori sulla totale assenza di uno studio che giustifichi tale decisione. «Si vuol far credere alla gente che ci sia stato uno studio a monte nel progetto blu – spiega Stoppa, che è architetto – quando questo è un falso storico, una bugia clamorosa. Quando hanno presentato tutti i tracciati, la stessa Regione aveva detto che si sarebbe avvalsa di uno strumento di valutazione che allargasse la conoscenza sull’impatto. Ad oggi non c’è documento più mistificatorio di quello consegnato da Sat, che tutela i soli interessi dei costruttori».
E a proposito di interessi, Stoppa si scalda e mette l’accento anche sulle possibili alternative come quella di un tracciato retrocollinare. «Noi non abbiamo chiesto di far approvare il tracciato arancione, non è nel nostro interesse, ma di valutare uno studio serio a supporto di qualunque scelta volessero compiere. La decisione era già presa ai vertici. Poi hanno cercato di giustificarla in modo maldestro e blasfemo, senza dimostrare che questa è la strada giusta».
Relativamente al nullaosta della cantierabilità aggiunge: «Non si rendono conto che l’inizio dei lavori ci paralizzerà per almeno 10 anni, senza considerare il blocco dell’economia nei 20 chilometri interessati». Infine, rivolgendosi al coro di indignati dai banchi oppositori, risponde: «Non dovrebbero fare i “verginelli”. Tutta la giunta di centrodestra ha approvato tacitamente il progetto Matteoli, che voleva l’autostrada sovrapposta all’Aurelia, e allora non ho mai sentito levate di scudi. Se non altro noi abbiamo avuto il coraggio di contestare qualcuno che appartiene alla nostra stessa natura politica».
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