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Granaione: condanne Ma per la terza volta Concu viene assolto

Granaione: condanne Ma per la terza volta Concu viene assolto

Era sotto accusa perché ritenuto esecutore delle opere «Ho aspettato sei anni per vedermi riconoscere innocente»

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CAMPAGNATICO. Un'altra assoluzione - ed è la terza - per Giuseppe Concu, l'imprenditore cagliaritano 59enne finito al centro delle indagini sugli abusi edilizi commessi nel territorio di Campagnatico. Questa volta è stato prosciolto per la vicenda Granaione, un fabbricato rurale demolito e ricostruito con la sopraelevazione di un piano. Il fatto non costituisce reato, ha stabilito il giudice Giovanni Puliatti, per lui - titolare della Non Solo Infissi, sotto accusa perché ritenuto esecutore delle opere - e per Lelio Leonini, 38 anni, finito sotto processo in qualità di legale rappresentante della Leomar Costruzioni.

Concu attende di conoscere le motivazioni (deposito entro il 24 maggio) ma non può fare a meno di dichiarare la propria soddisfazione: «A distanza di sei anni i fatti mi stanno dando ragione. E allora mi chiedo perché una piccola azienda ha dovuto subire dei danni devastanti economicamente e moralmente. Per veder riconosciuta la mia innocenza sono dovuti passare sei anni, nel corso dei quali è stato distrutto tutto ciò che con il sacrificio di una vita era stato costruito».

Ma il processo non ha visto soltanto assoluzioni per i fatti accertati dalla guardia di finanza a ottobre 2007, quando erano scattati i sigilli. Il giudice ha condannato Rosaria Diolosà, 53 anni, proprietaria e committente, a 4 mesi e 15 giorni di arresto più 9.000 euro di ammenda; Roberto Serafini, 63 anni, geometra direttore dei lavori e dipendente del Comune di Campagnatico, e Lorenzo Racioppi, 61 anni, architetto dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Campagnatico, a 6 mesi e 20 giorni più 12mila euro di ammenda ciascuno. Per Diolosà attenuanti generiche prevalenti, per gli altri due imputati invece equivalenti. Il giudice ha concesso i doppi benefici a Diolosà e Racioppi, la sola sospensione a Serafini.

Racioppi, secondo l'imputazione, avrebbe omesso i dovuti controlli e avrebbe autorizzato con la semplice Dia opere che sarebbero invece state soggette a permesso di costruire. Perché sarebbe avvenuto un cambio di destinazione d'uso dell'immobile situato in zona agricola.

Giusto un anno fa, Concu aveva visto in secondo grado l'annullamento della confisca per le dodici villette di Sant'Antonio, in cui è potuto rientrare per eseguire i lavori in sanatoria: «Sono stato condannato a 2 mesi e 20 giorni ma per abusi edilizi, non per lottizzazione abusiva». Pochi giorni prima era stato prosciolto per la vicenda del canile. In seguito anche per quella del cantiere di Stertignano. Adesso è arrivata la terza assoluzione.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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